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Aprile 2019

ARIA DI PASQUA

È la Pasqua del Signore!
È il giorno del Signore.
È il giorno del passaggio dalla morte alla vita.
Gli altri… i giorni del tradimento, dell’abbandono, del ripudio, dell’abiura,
dello sconforto,… del livore, dello scandalo…
sono la quotidianità, i nostri giorni, e sono parte della vita.

Ecco! È Pasqua!

Non bastano brevi, occasionali attimi per meditare e gustare appieno il mistero di questo rivoluzionario evento per il quale tutti noi cristiani dovremmo esprimere rendimento di grazie a Dio. Grazie al Padre celeste per la Pasqua, un dono. Grazie a Gesù di Nazaret, l’unigenito figlio, Colui che, adempiendo la volontà del Padre, ci ha concesso, con la sua offerta, la possibilità di vivere siffatta gioia. E grazie allo Spirito Santo di Dio nel quale lo viviamo.

È fondamentale accingerci a celebrare la Pasqua glorificando e magnificando Dio: è questo un rituale che consente di sentirci intimamente esistere e vivere “l’aria nuova” che effluisce, si riversa da questa celebrazione solenne. Saremo così nella condizione di comprendere in che modo vivere la Pasqua non sia soltanto adempiere un precetto. Vivere la Pasqua sarà, pertanto, un inoltrarsi, comprendendolo, nel senso e nella rilevanza di questo Mistero di morte e resurrezione. Sarà conoscere, dunque, penetrandolo, il rapporto tra l’Eucarestia e la Pasqua, che implica il ricominciare la vita in maniera conforme al Risorto. 

Anche se, innegabilmente, per molti devoti, fedeli cattolici “vivere la Pasqua”, realisticamente, si semplifica in un vivere una tradizione religiosa. Nondimeno cresce, in molti cristiani, più o meno osservanti, una certa capacità emozionale: all’esperienza pasquale si propone, offrendolo, “un che” di nuovo, anche quando non è espresso in modo palese, esplicito, nel nostro agire ecclesiale. La pratica religiosa ci rende manifesto che la lettura di questo straordinario, luminoso segno divino, ancora ignoto alla nostra conoscenza, non è esprimibile pienamente se non attraverso l’attività mistica dello Spirito Santo. Solo partendo dalla nostra lode a Dio e riconoscendo ciò che Gesù ha fatto per noi, potremo essere consapevoli dell’evento di oggi, Pasqua, e avvertiremo l’impellenza di viverla, lasciando crescere in noi l’esigenza profonda di riconoscere le ragioni del dono che il Padre celeste ci fornisce attraverso il particolare disegno del Figlio, sorgente di vita, risposta totale per l’uomo. 

Quale il significato, il senso, per noi, oggi di “rinascere in Cristo”? Essere rinnovati nella Pasqua di Gesù? Solo chi conosce e si addentra in questo Mistero potrà intenderne veramente la liturgia. L’evento pasquale, è inspiegabile e inafferrabile per la sola ragione: è indispensabile la Fede. Essa sola allarga il nostro sguardo, avvicinandoci al modo di vedere di Dio. È questa la prospettiva che ci consentirà di “vedere” il corpo del Risorto che entra a porte chiuse nel cenacolo. “Sentire” la sua voce dirci: “Porgi qua il tuo dito e vedi le mie mani: e porgi la mano e mettila nel mio costato e non voler essere incredulo, ma credente”. È così! se viviamo questo evento pasquale nella fede, sapremo comprendere il senso di essere afferrati dal Mistero della Pasqua di Gesù. E la testimonianza cristiana avrà tutta un’altra aria! 

don Francesco Poli