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Ottobre 2020

COME RENDERE ATTUALE IL VANGELO?

Come rendere il vangelo sempre attuale? A questo interrogativo cerca di rispondere il nuovo “Direttorio catechistico generale” pubblicato nelle scorse settimane e presentato dal Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione. Il documento si offre come una grande opportunità per la Chiesa. Frutto di cinque anni di lavoro, con il contributo di oltre 80 esperti internazionali di catechesi, si propone quale testo di riferimento ufficiale per l’attività catechetica di tutta la Chiesa cattolica. Nel testo sono sviluppate tematiche di fondamentale importanza per l’attività del catechista, alla luce dei cambiamenti culturali che stiamo attraversando: la natura della catechesi, la figura del catechista  e la sua formazione, la metodologia della catechesi, ovvero come deve essere trasmessa la fede, la catechesi nelle realtà parrocchiali dei nostri giorni, utilizzando anche gli strumenti digitali. Quest’ultima è la parte più innovativa del Direttorio, pensata per rispondere alle esigenze della catechesi nel mondo contemporaneo. Dai tempi del Concilio Vaticano II a oggi questo è il terzo, nell’insieme, trattasi di strumenti che hanno svolto un ruolo primario per l’azione pastorale: sono stati un aiuto importante per far compiere dei passi in avanti nel cammino catechetico, rinnovando soprattutto la metodologia e l’istanza pedagogica, ponendo attenzione al processo di inculturazione che caratterizza nello specifico la catechesi e che, soprattutto ai nostri giorni, richiede una speciale attenzione.

La Chiesa si trova inclusa in una grande sfida, tutta culturale e tecnologica, con la quale si viene a incontrare, e a scontrare. A differenza del passato, il tempo della cristianità, quando la cultura veniva nutrita e veicolata dalla prospettiva cristiana, oggi la cultura dominate è digitale e ha una valenza che risente della globalizzazione in atto, attingendo a narrazioni e prospettive distanti, se non  opposte alla visione evangelica. La società contemporanea sta vivendo una radicale trasformazione dei comportamenti che incidono soprattutto nella formazione dell’identità personale e nei rapporti interpersonali. La velocità con cui si modifica il linguaggio, e con esso le relazioni comportamentali, lascia intravedere un nuovo modello di comunicazione e di formazione che interpella inevitabilmente anche la Chiesa nel complesso mondo dell’educazione. L’accesso e la presenza dei vari mondi ecclesiali nello smisurato spazio di internet è certamente un fatto positivo, ma la cultura digitale va ben oltre la funzione strumentale. Essa incrocia in radice la questione antropologica decisiva in ogni contesto formativo, come quello della verità e della libertà. E così la cosiddetta “sfida educativa” diventa davvero terreno per un confronto imprescindibile a partire dalla Chiesa stessa in forza della sua “competenza” sull’umano e la sua pretesa veritativa. Da questo presupposto appare idoneo e tempestivo un nuovo Direttorio per la Catechesi. È per questo motivo che il documento chiede di affrontare le problematiche relative alla culturale digitale, come anche individuare percorsi finalizzati a che la catechesi diventi uno strumento che trovi l’interlocutore in grado di comprendere il messaggio evangelico e di viverlo da vero credente in una dimensione sinodale.  

Tutto ciò nella consapevolezza che  il cuore della catechesi rimane l’annuncio della persona di Gesù Cristo, che sorpassa i limiti di spazio e tempo per presentarsi ad ogni generazione come la novità offerta per raggiungere il senso della vita. In questo nostro tempo, come ci suggerisce il magistero di papa Francesco, una chiave di lettura per l’azione catechistica è il tema della misericordia. È questo il kerygma: l’annuncio della misericordia del Padre che va incontro all’uomo non più considerato come un escluso, ma un invitato privilegiato al banchetto della salvezza. È questo il “primo annuncio” che sempre si rinnova perché Cristo è l’unico necessario. Infatti la fede non è un accessorio che si recupera nei momenti del bisogno, ma un atto di libertà che impegna tutta la vita. Così la prospettiva della catechesi, nel modo in cui viene rappresentata dal Direttorio, si caratterizza per questa dimensione e per le implicanze che porta nella vita delle persone. La catechesi è uno strumento unico che ci permette di fare esperienza viva di Gesù Cristo, per diventarne discepoli.

don Francesco Poli