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Maggio 2015

Il cuore del Vangelo è misericordia

Maggio-2015Papa Francesco ha annunciato la celebrazione di un Anno Santo straordinario dal tema: “Dio ricco di misericordia” (Ef. 2,4). Questo Giubileo della Misericordia avrà inizio con l’apertura della Porta Santa in San Pietro nella solennità dell’Immacolata e si concluderà il 20 novembre 2016 con la solennità di Cristo, Re dell’Universo. Il Santo Padre aveva detto: “Questo è il tempo della misericordia. È importante che i fedeli laici la vivano e la portino nei diversi ambienti sociali. Avanti!”.

Sarà davvero un dono vivere questo Anno Santo della Misericordia di Dio. La Misericordia è infatti il primo e l’ultimo nome di Dio e ne manifesta l’onnipotenza. Questa felice certezza ci riconsegna all’autenticità della storia della Salvezza che ha come suo centro non l’esperienza del peccato dell’uomo, ma ciò che lo precede e lo segue: il volto amorevole di Dio che ama. La misericordia di Dio, infatti, prende il volto del Figlio e brilla nei suoi occhi. Il Figlio di Dio venuto sulla terra per offrirci la misericordia del Padre è l’unico capace di leggere dentro la profondità dell’umano e di risanarlo. Egli ha dentro la passione dell’amore accesa nel cuore di Dio dalla quale si dispiega una interiore tenerezza. Così Origene nel III secolo scriveva: “Quando mi rivolgo a uno e lo supplico di un favore, che abbia compassione di me, se è privo della pietà non lo tocca nessuna delle parole che gli dico: se invece è di animo sensibile e non ha alcuna durezza di cuore, mi presta ascolto, prova compassione per me si dispiega davanti alle mie preghiere un’interiore tenerezza”. Proprio ciò che ha fatto Dio che come Padre si muove continuamente a tenerezza nei confronti di un’umanità che lo prega. Questa sua compassione di Padre a nostro favore precede e prepara la venuta nel mondo del Figlio Gesù per salvarci dal peccato. Gesù nell’incarnazione sarà così Amore fatto carne per innalzarci all’amore del Padre.

San Bernardo di Chiaravalle coglie come nell’esperienza umana del Figlio di Dio affondi le sue radici la misericordia divina: Il modo con cui il Figlio sta di fronte al Padre, in un certo senso è Dio stesso a sperimentare come l’uomo sta dinnanzi a Lui. Seppure Dio è amore misericordioso da sempre, in Gesù, Egli impara la misericordia e per la Sua compassione è in grado di offrila ancora all’umanità: Sull’esempio del nostro Salvatore che volle patire per imparare a compatire, volle diventare misero per imparare ad avere misericordia affinchÄ, come sta scritto di Lui “Dai patimenti sofferti conobbe a priva l’obbedienza” (Eb, 5, 8) e così imparasse anche la misericordia.

S. Agostino, Commentando il Vangelo dell’Adultera (Gv. 8, 1-11) scrive: Rimasero in due, la misera e la misericordia. Avvenga anche per ciascuno di noi nel prossimo Anno giubilare: il salvifico incontro con il Volto di Gesù fatto di tenerezza e compassione, indulgenza e amore. Così che sia nuovamente plasmata la nostra vita nel perdono, ricevuto da Dio e offerto al fratello.

don Francesco