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Maggio 2011

LA DEVOZIONE A MARIA

Nella nostra Parrocchia (ma penso in tutte le Parrocchie) la devozione alla Madonna è molto sentita e anche vissuta, sia con preghiere e pratiche personali, sia con celebrazioni e pratiche comunitarie. Non le elenco, ma tutti ne siamo testimoni e tanti vi partecipano e le vivono con particolare intensità.

Ma perché tanta devozione?

Personalmente davo, e do, per scontato che verso la Madonna ci sia tanta devozione tra noi cattolici. Per la mia formazione avuta riterrei davvero strano che a maggio e a ottobre non si parlasse della Madonna e non la si pregasse più intensamente del solito, o se non ci fosse la processione del Rosario, o se non si andasse in pellegrinaggio nei vari santuari mariani (e quanti ce ne sono nella Bergamasca!). Eppure un giorno ho fatto una seria analisi su questa mia e nostra devozione a causa di un incontro con un signore; egli mi salutò con una domanda: “Lei è cattolico?”. “Sì, sono il Parroco di questa Parrocchia”. “Io invece sono Protestante e vorrei parlare del Vangelo con Lei, però – sia chiaro – niente Papa e niente Madonna!” Ho accettato; abbiamo parlato a lungo, con estrema cordialità, però quell’escludere per principio la Madonna nel nostro discorrere mi ha impegnato in una riflessione: “Perché io Prete, noi Cattolici abbiamo tanta venerazione verso la Madonna?” La risposta la diedero netta già i Cristiani dei primi secoli: “Si va a Gesù anche attraverso la Madonna!”.

Sì, a volte abbiamo delle esagerazioni: ci affidiamo a Maria fino a dimenticare che il centro invece della nostra fede è il Cristo Crocifisso e Risorto, però ci sentiamo sicuri che pure in simili casi la Madonna – da buona mamma – ci aiuta ad arrivare a Gesù.

A conferma, ecco un recente significativo episodio. Racconta un giornalista del Corriere della Sera che nel 1995 di fronte al caso della Madonnina di Civitavecchia che lacrimava sangue si riunì la redazione del giornale per decidere come parlarne. Un redattore disse. “Basta con questa storia, a chi volete che interessi?”. Il direttore, Paolo Mieli, lo fulminò: “Non hai capito niente. Questa storia di Civitavecchia è la notizia più importante. Io sono ateo, vengo da una famiglia ebrea, e quindi non dovrei essere interessato a questa statuetta. Ma se la notizia è vera, se davvero quella statuetta ha lacrimato, vuol dire che è accaduto un miracolo e con ciò vuol dire che Dio esiste. Ma se Dio esiste, per noi cambia tutto, cambia tutto il nostro destino. Essa è la notizia più importante che ogni uomo vorrebbe sapere!”.

Dunque, sempre, ma anche attraverso la strada delle apparizioni, la Madonna – buona mamma – conduce i suoi figli a Dio o almeno a porsi seriamente la domanda sul senso della vita.

Allora: purifichiamo, sì, le esagerazioni, mettiamoci pù fede e più cuore nel nostro pregare anche Maria, ma continuiamo in questa nostra devozione, sicuri che Ella ci condurrà sicuramente a Dio.

Don Ubaldo