Archivi

Aprile 2019

ARIA DI PASQUA

È la Pasqua del Signore!
È il giorno del Signore.
È il giorno del passaggio dalla morte alla vita.
Gli altri… i giorni del tradimento, dell’abbandono, del ripudio, dell’abiura,
dello sconforto,… del livore, dello scandalo…
sono la quotidianità, i nostri giorni, e sono parte della vita.

Ecco! È Pasqua!

Non bastano brevi, occasionali attimi per meditare e gustare appieno il mistero di questo rivoluzionario evento per il quale tutti noi cristiani dovremmo esprimere rendimento di grazie a Dio. Grazie al Padre celeste per la Pasqua, un dono. Grazie a Gesù di Nazaret, l’unigenito figlio, Colui che, adempiendo la volontà del Padre, ci ha concesso, con la sua offerta, la possibilità di vivere siffatta gioia. E grazie allo Spirito Santo di Dio nel quale lo viviamo.

È fondamentale accingerci a celebrare la Pasqua glorificando e magnificando Dio: è questo un rituale che consente di sentirci intimamente esistere e vivere “l’aria nuova” che effluisce, si riversa da questa celebrazione solenne. Saremo così nella condizione di comprendere in che modo vivere la Pasqua non sia soltanto adempiere un precetto. Vivere la Pasqua sarà, pertanto, un inoltrarsi, comprendendolo, nel senso e nella rilevanza di questo Mistero di morte e resurrezione. Sarà conoscere, dunque, penetrandolo, il rapporto tra l’Eucarestia e la Pasqua, che implica il ricominciare la vita in maniera conforme al Risorto. 

Anche se, innegabilmente, per molti devoti, fedeli cattolici “vivere la Pasqua”, realisticamente, si semplifica in un vivere una tradizione religiosa. Nondimeno cresce, in molti cristiani, più o meno osservanti, una certa capacità emozionale: all’esperienza pasquale si propone, offrendolo, “un che” di nuovo, anche quando non è espresso in modo palese, esplicito, nel nostro agire ecclesiale. La pratica religiosa ci rende manifesto che la lettura di questo straordinario, luminoso segno divino, ancora ignoto alla nostra conoscenza, non è esprimibile pienamente se non attraverso l’attività mistica dello Spirito Santo. Solo partendo dalla nostra lode a Dio e riconoscendo ciò che Gesù ha fatto per noi, potremo essere consapevoli dell’evento di oggi, Pasqua, e avvertiremo l’impellenza di viverla, lasciando crescere in noi l’esigenza profonda di riconoscere le ragioni del dono che il Padre celeste ci fornisce attraverso il particolare disegno del Figlio, sorgente di vita, risposta totale per l’uomo. 

Quale il significato, il senso, per noi, oggi di “rinascere in Cristo”? Essere rinnovati nella Pasqua di Gesù? Solo chi conosce e si addentra in questo Mistero potrà intenderne veramente la liturgia. L’evento pasquale, è inspiegabile e inafferrabile per la sola ragione: è indispensabile la Fede. Essa sola allarga il nostro sguardo, avvicinandoci al modo di vedere di Dio. È questa la prospettiva che ci consentirà di “vedere” il corpo del Risorto che entra a porte chiuse nel cenacolo. “Sentire” la sua voce dirci: “Porgi qua il tuo dito e vedi le mie mani: e porgi la mano e mettila nel mio costato e non voler essere incredulo, ma credente”. È così! se viviamo questo evento pasquale nella fede, sapremo comprendere il senso di essere afferrati dal Mistero della Pasqua di Gesù. E la testimonianza cristiana avrà tutta un’altra aria! 

don Francesco Poli

Aprile 2019

Maggio 2019

01 Mercoledì RITIRO CRESIMANDI (ore 08.30 – 18.00 ritrovo Oratorio) INIZIO MESE MARIANO Con S. Messe serali nel quartiere (vedi programma a parte).
02 Giovedì Gruppo Biblico (ore 9.15 Oratorio)
Adorazione eucaristica (ore 17.00 Chiesa parr.)
03 Venerdì Adorazione eucaristica (ore 17.00 Chiesa parr.)
04 Sabato CONFESSIONI genitori e familiari Messa prima Comunione (ore 17.00 – 18.30 Chiesa parr.)
05 DOMENICA III DI PASQUA
MESSA DI PRIMA COMUNIONE
S. Messe orario Festivo: 7.30 – 10.00 – 11.30 – 18.30
06 Lunedì Consiglio Pastorale parrocchiale (ore 20,45 Casa della comunità)
07 Martedì Conferenza S. Vincenzo (ore 14.30 Casa della comunità)
08 Mercoledì Catechesi in gruppi (ore 16.30 Orat.)
Assemblea dei catechisti (ore 18.00 Casa della comunità)
09 Giovedì Gruppo Biblico (ore 9.15 Oratorio)
Adorazione eucaristica (ore 17.00 Chiesa parr.)
12 DOMENICA  IV DI PASQUA
S. Messe orario Festivo:
7.30 – 10.00 – 11.30 – 18.30
14 Martedì Conferenza S. Vincenzo (ore 14.30 Casa della comunità)
15 Mercoledì CHIUSURA ANNO CATECHISTICO
(ore 16.30 Ritrovo Oratorio e pellegrinaggio alla MADONNA DEI CAMPI – Stezzano)
16 Giovedì Gruppo Biblico (ore 9.15 Oratorio)
Adorazione eucaristica (ore 17.00 Chiesa parr.)
17 Venerdì Oggi esce il notiziario parrocchiale di Maggio
18 Sabato CONFESSIONI Padrini/Madrine, genitori e familiari CRESIMANDI (ore 16.00 – 18.30 Chiesa parr.)
19 DOMENICA V DI PASQUA
SANTE CRESIME (ore 17.30)
S. Messe orario Festivo:
7.30 – 10.00 – 11.30 – 17.30
22 Mercoledì Messa mese di maggio
(ore 20.00 nel quartiere)
23 Giovedì Gruppo Biblico (ore 9.15 Oratorio)
Adorazione eucaristica
(ore 17.00 Chiesa parr.)
Pellegrinaggio mariano
(ore 13.45 partenza)
25 Sabato FESTA AVIS (Fino al 02/06)
26 DOMENICA VI DI PASQUA 
S. Messe orario Festivo:
7.30 – 10.00 11.30 – 18.30
29 Mercoledì Messa mese di maggio
(ore 20.00 nel quartiere)
30 Giovedì Adorazione eucaristica
(ore 17.00 Chiesa parr.)
31 Venerdì Messa Chiusura mese di maggio
(ore 20.00 Suore Sacramentine)
Marzo 2019

Cammini e fallimenti.

La quaresima tempo di grazia.

Camminare e fallire. Tale è la condizione umana, tanto individuale quanto comunitaria, e riguarda contestualmente e distintamente ciascuno, la società e la Chiesa. Anche la consueta quotidianità della vita non ci mette al riparo da errori, disinganni, insuccessi, sconforto. Questi, infatti, vanno annoverati nella dinamica delle relazioni. Nessuno è al riparo da sconfitte e conseguenti delusioni, in specie relazionali ed educative, ed è questa consapevolezza che, in particolare nel periodo di Quaresima, può far sì che il nostro tempo sia determinato dalla Grazia così che possiamo riconoscere quali e quanti siano i nostri limiti. 

L’aspirazione e la volontà di trovare soluzioni efficaci e “certificate” ai molteplici problemi e alle sfide che affliggono, allarmano e inquietano la società moderna, come anche la Chiesa contemporanea, rischiano di condurre ad una ricerca di tattiche, strategie tanto estreme quanto controproducenti e tali da favorire una condizione di sfiducia e delusione che ci identifica come dei disillusi frustrati e sconfortati.

 Anche ad un attento esame, non esiste un efficace metodo che ci permetta di affrontare le criticità del vivere oggi, soprattutto quella indifferibile dell’educazione. Se qualcuno l’avesse trovato, esso, oggi, sarebbe presumibilmente un copyright protetto, inviolabile, di qualche multinazionale. Peraltro neanche Gesù possedeva valide formule educative, come conferma il tradimento di Giuda, il rinnegamento di Pietro, l’abbandono degli apostoli, gli insulti della folla…Tutti destinatari di possibili positive relazioni e sessioni di “formazione permanente”! Ogni giorno ci adoperiamo, con impegno, sia come genitori sia come educatori nel mondo della scuola, della Chiesa e in ogni ambito della società, per formare le nuove generazioni nel confronto continuo di una permanente scuola. Ma la nostra dedizione e diligenza non ci protegge, esentandoci, da delusioni e fallimenti. In modo particolare se si considera che “l’atto di educare” si sviluppa sempre nell’incontro tra volontà libere.  

Cogliamo allora questo tempo di Quaresima come un “tempo utile”, idoneo per riaffermare che quello pedagogico è un compito imprescindibile per la comunità, svincolandoci dalla lusinga di poterlo realizzare in ogni caso con esiti positivi o imputando eventuali insuccessi alla nostra negligenza, sconsideratezza o faciloneria nell’esercizio del magistero. Un compito tanto più responsabile quanto più si sarà preparati, esperti, competenti nel considerare ed includere la possibilità di errori o fallimenti anche solo parziali e temporanei nell’attuazione di percorsi educativi orientati alla crescita e alla maturità. Ogni itinerario formativo/istruttivo promosso per le giovani generazioni dai più diversi soggetti dediti ad attività didattiche sarà bene che sia proposto con realismo. E Dio stesso, quale ci appare nel testo biblico, nel tracciare itinerari educativi per il Suo popolo, l’umanità, non solo ne previene eventuali limiti o fallimenti, ma li prevede anche, pronto a porvi rimedio con l’infinita Sua clemenza e il Suo amore. Ne è esempio la parabola della zizzania e del buon grano; così in ambito pedagogico, pur seminando “il buon grano”, succede che possa crescere il seme della zizzania. E noi, sull’esempio di Dio Padre continuiamo a seminare, mai stanchi e sempre fiduciosi. 

Anche se cammini e fallimenti sono consueta quotidianità in quello che talora appare come il deserto del vivere oggi, non possiamo rinunciare a ruoli educativi benché consapevoli che ciò non ci risparmierà fatiche e insuccessi. Appare impervio il cammino, ma in realtà sono le impervietà ad essere cammino; lo Spirito guiderà ogni buon educatore ispirandogli consiglio perché, pur attraverso prove e sfide, acquisisca quella spirituale paternità e maternità che ne rende il compito una missione di autentica credibile testimonianza.

don Francesco Poli

Marzo 2019

Aprile 2019

02 Martedì Conferenza S. Vincenzo (ore 14.30 Casa della comunità)
04 Giovedì Gruppo Biblico (ore 9.15 Oratorio)
  Adorazione eucaristica (ore 17.00 Chiesa parr.)
05 Venerdì Ore 7.30 e 17.30 Via Crucis in Chiesa
  Ore 20.30 VANGELO E CARITÀ –  in oratorio Incontro con la fondazione BOSIS
07 DOMENICA V DI QUARESIMA 
  S. Messe orario Festivo:
  7.30 – 10.00 – 11.30 – 18.30
09 Martedì Conferenza S. Vincenzo (ore 14.30 Casa della comunità)
11 Giovedì Gruppo Biblico (ore 9.15 Oratorio)
  Adorazione eucaristica (ore 17.00 Chiesa parr.)
12 Venerdì Ore 7.30 e 17.30 Via Crucis in Chiesa
  Ore 20.30 Via Crucis ritrovo in Chiesa
  Oggi esce il Notiziario parrocchiale di APRILE
14 DOMENICA DELLE PALME – SETTIMANA SANTA
  S. Messe orario Festivo:
  7.30 – 10.00 – 11.30 – 18.30
  ORE 15.30 PRIMA CONFESSIONE (Sacramento del perdono con i Fanciulli del II anno di IC)
21 DOMENICA PASQUA DI RESURREZIONE
  S. Messe orario Festivo:
  7.30 – 10.00 – 11.30 – 18.30
22 Lunedì dell’Angelo S. Messe orario Festivo:
  7.30 – 10.00 – 18.30 a S. Sisto in Agris
23 Martedì Conferenza S. Vincenzo (ore 14.30 Casa della comunità)
24 Mercoledì Catechesi in gruppi (ore 16.30 Orat.)
26 Venerdì Catechesi in gruppi (ore 16.30 Orat.)
28 DOMENICA IN ALBIS
  S. Messe orario Festivo:
  7.30 – 10.00 – 11.30 – 18.30
  RITIRO SPIRITUALE FANCIULI MESSA PRIMA COMUNIONE (09.30 – 17.30 oratorio)
29 Lunedì Incontro padrini/Madrine Cresima (Sala della Comunità ore 20.30)
30 Martedì Conferenza S. Vincenzo (ore 14.30 Casa della comunità)
Marzo 2019

Marzo 2019

01 Venerdì Adorazione eucaristica (ore 17.00 Chiesa parrocchiale)
03 DOMENICA VII TEMPO ORDINARIO 
  S. Messe orario Festivo:
  7.30 – 10.00 – 11.30 – 18.30.
05 Martedì CARNEVALE
06 Mercoledì LE CENERI Inizio Quaresima
07 Giovedì Gruppo Biblico (ore 9.15 Oratorio)
08 Venerdì VIA CRUCIS  (ore 7.30  e 17.30)
  Catechesi in gruppi (ore 16.30 Oratorio)
10 DOMENICA I DI QUARESIMA 
  S. Messe orario Festivo:
  7.30 – 10.00 – 11.30 – 18.30
  DOMENICA È FESTA genitori e fanciulli III ANNO – prima COMUNIONE  (ore 14.45 Oratorio)
12 Martedì Conferenza S. Vincenzo (ore 14.30 Casa della comunità)
14 Giovedì Gruppo Biblico (ore 9.15 Oratorio)
  Adorazione eucaristica (ore 17.00 Chiesa parr.)
15 Venerdì VIA CRUCIS  (ore 7.30  e 17.30)
  Catechesi in gruppi (ore 16.30 Oratorio)
  INCONTRO DI PREGHIERA E CARITÀ (ore 20.30 in Oratorio)
Oggi esce il Notiziario parrocchiale di MARZO
17 DOMENICA II DI QUARESIMA
  S. Messe orario Festivo:
  7.30 – 10.00 – 11.30 – 18.30
  DOMENICA È FESTA genitori e ragazzi VI ANNO – CRESIMA  (ore 14.45 Oratorio)
19 Martedì S. Giuseppe
  Conferenza S. Vincenzo (ore 14.30 Casa della comunità)
21 Giovedì Gruppo Biblico (ore 9.15 Oratorio)
  Adorazione eucaristica (ore 17.00 Chiesa parr.)
22 Venerdì Ore 7.30 e 17.30 Via Crucis in Chiesa
  Ore 20.30 VANGELO E CARITÀ – in oratorio Incontro con il direttore della CARITAS BG
24 DOMENICA III DI QUARESIMA 
  S. Messe orario Festivo:
  7.30 – 10.00 – 11.30 – 18.30
25 Lunedì, e ogni lunedì, ore 20 S. Messa Chiesa di S. Pietro ai Campi
26 Martedì Conferenza S. Vincenzo (ore 14.30 Casa della comunità)
27 Mercoledì ASSEMBLEA CATECHISTI (ore 18.00  Casa della Comunità)
28 Giovedì Gruppo Biblico (ore 9.15 Oratorio)
  Adorazione eucaristica (ore 17.00 Chiesa parr.)
29 Venerdì Ore 7.30 e 17.30 Via Crucis in Chiesa
  Ore 20.30 VANGELO E CARITÀ –  in oratorio Incontro con il direttore del CENTRO MISSIONARIO
31 DOMENICA IV DI QUARESIMA 
  S. Messe orario Festivo:
  7.30 – 10.00 – 11.30 – 18.30
Marzo 2019

Febbraio 2019

17 DOMENICA V TEMPO ORDINARIO 
S. Messe orario Festivo:
7.30 – 10.00 – 11.30 – 18.30.
PRESENTAZIONE FANCIULLI MESSA DI I COMUNIONE (ore 10.00 chiesa parr.)
DOMENICA È FESTA (genitori e ragazzi III anno in oratorio  ore 14.45)
18 Lunedì SCUOLA DI COMUNITÀ – catechesi adulti (in chiesa parr.: ore 8.35 e 17.30)
19 Martedì Conferenza S. Vincenzo (ore 14.30 Casa della comunità)
20 Mercoledì ASSEMBLEA CATECHISTI (ore 18.00  Casa della Comunità)
21 Giovedì Gruppo Biblico (ore 9.15 Oratorio)
Adorazione eucaristica (ore 17.00 Chiesa parr.)
22 Venerdì – 24 Domenica TRIDUO DEI MORTI (Programma a parte)
24 DOMENICA VI TEMPO ORDINARIO 
S. Messe orario Festivo:
7.30 – 10.00 – 11.30 – 18.30
Ore 18.30 Solenne Conclusione Triduo dei Morti
25 Lunedì SCUOLA DI COMUNITÀ – catechesi adulti (in chiesa parr.: ore 8.35 e 17.30)
26 Martedì Conferenza S. Vincenzo (ore 14.30 Casa della comunità)
28 Giovedì Gruppo Biblico (ore 9.15 Oratorio)
Febbraio 2019

Se viene meno la fiducia, la democrazia è più povera.

La democrazia è la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte quelle altre forme che si sono sperimentate finora…. Ora, a posteriori, non si può che confermare l’affermazione di Winston Churchill in quanto l’istituzione democratica sembra apparire sempre più fragile; ciò scaturisce da una crescita costante, diffusa e malcelata, di mancanza di fiducia nei suoi confronti da parte di molti cittadini. La fiducia nella democrazia, intesa quale spontanea capacità di assegnamento su chi è liberamente eletto, sta a fondamento del vivere civile nelle società occidentali. Nelle nostre realtà, nei sobborghi, nei quartieri periferici come nelle grandi città, si osserva una persistente caduta di aspettative, nei confronti della politica, delle Istituzioni, della Chiesa, dell’economia… nonché del sociale: le famiglie, nelle difficoltà, si sentono trascurate, se non abbandonate. Ed è proprio questa elusione delle attese dei cittadini, da parte di istituzioni e corpi intermedi, che sta determinando una disfunzione di questo ordinamento. 

Ora, per recuperarne pienamente la dimensione nel vivere sociale, s’impone, all’attenzione della collettività, la necessità di un condiviso recupero di una certa onestà intellettuale, nonché di una nuova forma di alfabetizzazione politica, culturale e sociale, capace di promuovere un atteggiamento costruttivamente critico verso la realtà. Atteggiamento che sia distante da ogni pregiudiziale nei confronti di pareri e proposte avanzate da quanti sono portatori di prospettive e culture diverse dalla nostra.  Questo processo non può che avere alla sua base un riconoscimento reciproco: Tu vali quanto me. Il rischio del venir meno della struttura democratica si diffonde a motivo del contrarsi del concetto stesso di sovranità popolare. Questa viene percepita dai cittadini non più quale condizione per l’affermazione di un’uguaglianza politica, nell’ottica del principio una testa, un voto, ma in una visione individualistica e libertaria, relativistica: ogni opinione vale quanto le altre su pressoché tutti gli argomenti. Ciò che è assoluto lo si ridimensiona a una questione di opinione, di gusto: si diffondono così stupidaggini, bufale e false verità. Accade così che l’efficacia delle nuove tecnologie si combini con l’antico desiderio di aver ragione a tutti i costi

Il venir meno della fiducia ostacola la costruzione di una società nuova orientata da principi etici, edificata, eretta su uno stile di vita sostenibile, idonea a combattere le disuguaglianze e apportatrice di tutele volte a proteggere e sostenere i più deboli e vulnerabili. Sarà dunque prioritario ripartire da un impegno condiviso e responsabile, per costruire una comunità capace di democrazia plurale e ricca di senso. Sarà necessario adoperarci tutti per favorire e alimentare un clima di coesione e di reciprocità. Meglio il meno peggio, …e che il “peggio” venga meno!

don Francesco Poli

Gennaio 2019

LA FORZA DELLA PAROLA

Gennaio-2019
Gennaio-2019

Le buone pratiche, anche se di un tempo ormai passato, non andrebbero mai abbandonate: penso a quelle in uso, una volta appunto, nella scuola primaria: il dettato e il riassunto. Il tentativo recente di rivalutarle in Francia come in Italia, ha scatenato polemiche alquanto incomprensibili. Rimango convinto che, se oggi si può (e penso che si debba!) educare, ciò non può che realizzarsi anche, e soprattutto, attraverso il linguaggio, l’educazione alla parola, la cultura di un uso appropriato e meditato del modo di esprimersi. Faccio mia l’affermazione di Flaiano; “Io credo soltanto nella parola. La parola ferisce, la parola convince. La parola placa. Questo per me è il senso dello scrivere”.

Il ciclone digitale, con la sua poderosa e affascinante strumentazione, è in continuo progresso ed è così pervasivo, particolarmente nelle nuove generazioni, da occuparne l’interesse e il tempo al punto di distoglierle dall’educazione scolastica tradizionale: alle tecnologie i ragazzi si applicano “per gioco”, mentre alla scuola “per noia”. 

Il film francese “A voce alta. La forza della parola”, di recente in programmazione nelle sale italiane, è l’interessante tentativo di affrontare la questione della “forza” della parola attraverso la riflessione sul valore dell’arte della retorica. La pellicola racconta di un concorso di Eloquenza, volto ad eleggere il “miglior oratore dell’anno”, che si svolge in una università parigina. Svariati studenti, maschi e femmine, di diversa estrazione sociale e fede religiosa, decidono di partecipare, preparandosi alla non facile arte di parlare in pubblico. La vicenda del film racconta i vari momenti del concorso. Gli studenti apprendono che per incidere, contare nella società si deve interloquire con gli altri, … convincerli con la forza della parola. Quando si convincono gli altri ad agire o a non agire, si sta usando la retorica. La sorpresa è nello strepitoso finale: i giovani – in maniera imprevedibile – fanno emergere dal loro vissuto risorse insospettate: hanno tutti idee nuove e interessanti da dire e da realizzare. È tempo che quanti abitano il delicato e affascinante mondo del “mestiere educativo”, come la famiglia, la scuola, la Chiesa, prendano a riferimento la massima di Plutarco: I giovani non sono un vaso da riempire (di nozioni), ma un fuoco da accendere.  

L’era digitale ci segnala ancora ciò che sappiamo da sempre: l’animo umano è attratto non dal dovere, quanto dal gioco, dal desiderio. Seguiamo l’insegnamento di Agostino il quale sosteneva che l’educare muove dalla cura del desiderio. Il desiderio va sempre attizzato, mai estinto. Accendiamo come un fuoco la vita dei ragazzi, il fuoco del desiderio, della passione. Diamo parola, apriamo “Concorsi della parola”, educando i ragazzi alla gioia del parlare, del comunicare. La sfida del futuro non sarà tanto quella della colonizzazione digitale o dell’intelligenza artificiale applicata ai servizi, quanto preparare cittadini e laici cristiani informati, appassionati, protagonisti della vita sociale ed ecclesiale, consapevoli dei loro diritti e doveri, capaci di   interloquire, di proferire parole per esprimere il proprio pensiero libero e generativo. 

Accendiamo nei giovani l’entusiasmo per la ricerca di un’educazione viva, educazione ambita come un Bene d’amore. Sia per noi oggi la parola di Agostino: Ama e fa’ ciò che vuoi; sia che tu taccia, taci per amore; sia che tu parli, parla per amore; sia che tu corregga, correggi per amore; sia che perdoni, perdona per amore; sia in te la radice dell’amore, poiché da questa radice non può procedere se non il bene. La parola torni ad essere elemento di forza. Diamo voce alla  alla parola.

don Francesco Poli

Dicembre 2018

È NATALE ANCORA
Il venire di Gesù nella Gloria.

Anche gli Angeli in cielo cambiano musica! Un segno dei tempi, ci verrebbe da dire! Da questo Natale gli Spiriti celesti, che nella notte Santa si rivolgono ai pastori, cantano la magnificenza del dono di Dio non più con le parole “Pace agli uomini di buona volontà”, quanto piuttosto: “Pace agli uomini amati dal Signore”. La nuova traduzione del testo evangelico, inserita nella liturgia recentemente, può aiutarci a riconoscere il Mistero del Natale di Gesù. Soprattutto a vedere il momento dell’incarnazione quale inizio di una narrazione che attraversa tutta la vita di Gesù orientandola al suo compimento: il ritorno del Signore tra noi; a leggere il realizzarsi del bene nella nostra esistenza attraverso lo sguardo di Gesù e a sentirci ancora e sempre amati dal Signore. Il Natale di Dio e il compimento della storia, stanno insieme sotto il segno dell’Amore.

Un insolito modo, questo, per contemplare l’adorato Bambino nel giorno del Suo Natale. Accogliamo ancora oggi il Suo donarsi a noi quale seme fecondo di Vita, per poterlo riconoscere quando sarà germogliato in noi, nel Suo manifestarsi finale: Lui, il Dio Amore che trasfigurerà, compiendolo, il nostro destino di Felicità. Quel giorno, l’ultimo, come leggiamo nei testi apocalittici, il cielo degli Angeli sarà oscurato, il sole si eclisserà definitivamente, la luna perderà la sua luce, le stelle cadranno dal cielo… Immagini evocative della condizione di fragilità dell’assetto del Cosmo, che non è eterno: come ha avuto un inizio, così avrà una fine. Tuttavia questo Cosmo, che per noi credenti è determinato da Dio, sarà salvato da Dio stesso, trasfigurandolo in casa dell’Emmanuele, il Dio con noi.

Quando questo accadrà? Solo il Signore lo sa. Come il Natale fu una meraviglia, così lo sarà la venuta finale del Signore. Non importa quando avverrà, ma, come i pastori a Betlemme accorsero festanti all’ udire l’angelico “Gloria a Dio”, così noi saremo capaci di gioire, se credenti, davanti alla Sua venuta finale. Il credente infatti, allorché saprà leggere il Mistero del Natale nel suo rinnovarsi nell’”oggi” della storia, sarà davvero pronto per il ritorno del Signore. Lo siamo già da ora, vegliando in questo Natale, capaci di leggere i segni dei tempi che cambiano, ed essere così, come cantano gli Angeli pur nelle diversità delle traduzioni: “Pace agli uomini di buona volontà, amati dal Signore”. Buon natale!

don Francesco Poli

Novembre 2018

SANTO CHI?

Oggi non è sufficiente essere santi: è necessaria la santità che il momento presente esige, una santità nuova, anche senza precedenti. Simone Weil

Un papa, due preti, quattro laici: sono sette le persone canonizzate da papa Francesco lo scorso 14 ottobre. In piazza S. Pietro erano in tantissimi: la metà dei cardinali, duecento vescovi e una folla immensa di popolo proveniente da tutto il mondo, anche dal Salvador e dalla Bolivia. Sotto il cielo di Roma, un popolo santo in preghiera. Un’esperienza di fede che ci induce ad intendere come la santità sia una prerogativa cristiana acquisibile in questa vita. Infatti lo affermava con convinzione Giovanni Paolo II: Siamo tutti chiamati ad essere santi già in questa vita. Una necessità, quella della chiamata alla santità, che per noi cristiani inizia oggi, qui sulla terra, per concretarsi poi nella sua risoluzione totale in unità con Dio.

La santità è la condizione in cui il Signore ci vuole al suo cospetto, l’attributo in cui Dio si manifesta attraverso di noi, la straordinaria azione dello Spirito in noi che ci plasma a somiglianza di Gesù. Essa inizia su questa terra con il battesimo ed è destinata a essere vissuta in pienezza nella vita eterna. A questo ci abilita: a vivere la nostra comunione con Dio. L’apostolo Paolo, nelle sue lettere, ci svela il grande disegno di Dio: «In Lui – Cristo – ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a Lui nella carità» (Ef 1, 4); «Quelli che egli da sempre ha conosciuto, li ha predestinati a essere conformi all’immagine del Figlio suo» (Rm 8, 29).

Una storia, la nostra, segnata dal male che ci rende peccatori dall’origine. Una condizione quella umana e del creato che, certamente, mostra tutta la fragilità, la limitatezza e l’inconsistenza della condizione creaturale: esperienza di finitudine perché mortali, mortali perché peccatori. Tuttavia anche oggi chiamati da Dio a quella vocazione che qualifica come santi: santi per Grazia, non per merito. Papa Francesco nell’omelia della Messa di canonizzazione di questi sette testimoni ci ricordava: Gesù cambia prospettiva: dai precetti osservati per ottenere ricompense all’amore gratuito e totale. Ci si fa santi se ci apriamo all’Amore. Continua papa Francesco: Il problema è dalla nostra parte: il nostro troppo avere, il nostro troppo volere ci soffocano, ci soffocano il cuore e ci rendono incapaci di amare.

Riscopriamo il dono della nostra santità radicata nella grazia del battesimo; è essa che ci innesta nel Mistero pasquale di Cristo, ci dona il suo Spirito e la sua vita di Risorto. Una santità immeritata, ma offertaci dal Signore che rende cristiani, ci lega indissolubilmente al destino di Cristo e ci introduce in un percorso di vita che si perfeziona quanto più il nostro modo di pensare e di agire si avvicina al Suo. Così come ci ricorda il Vaticano II: I seguaci di Cristo, chiamati da Dio e giustificati in Cristo Gesù non secondo le loro opere, ma secondo il disegno e la grazia di Lui, nel battesimo della fede sono stati fatti veramente figli di Dio e compartecipi della natura divina e, perciò, realmente santi. Essi quindi devono, con l’aiuto di Dio, mantenere e perfezionare, vivendola, la santità che hanno ricevuto. (LG 40). Santi chi? Noi!

don Francesco Poli