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Gennaio 2014

Viviamo la fede con gioia!

Gennaio-2014La gioia del vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù. Così la prima riga dell’Evangelii Gaudium, Esortazione Apostolica di papa Francesco consegnataci nei giorni scorsi. Si parte dunque dalla gioia. La gioia è un’esperienza personale e comunitaria che, di questi tempi, non si trova facilmente in giro. Gioire, invece! Questo è l’invito. Da qui, muove il vangelo. La gioia, infatti si presenta già dall’inizio del fatto cristiano: l’incontro con il Risorto sprigiona nei discepoli una gioia contagiosa, si diffonde nel mondo e rimane nel tempo generatrice di speranza e fiducia. Ora, questa gioia,  portataci con la Pasqua da Gesù, è la stessa che si dovrebbe sprigionare in noi credenti dall’ascolto del Vangelo.

La gioia del Vangelo è la stessa dei testimoni del Risorto; essa permette alla nostra di intraprendere un cammino con Lui. Siamo nella stessa condizione dei discepoli di Emmaus, lungo la via il dialogo con Gesù si fa sempre più intenso e vero: “Non ci sentivamo forse ardere il cuore dentro di noi mentre ci parlava lungo la via e ci spiegava le Scritture?”. L’essenziale è vivere l’esperienza gioiosa del camminare con il Risorto come di essere accolti nella Chiesa: arrivati ad Emmaus, lo riconobbero nello spezzare il pane.  Stare in una Chiesa che, come scrive papa Francesco  “non è una dogana”, non è lì per fermare, ma per condividere la fede con gioia. Se diamo veramente credito all’esperienza del Signore Risorto nella nostra quotidianità, non viene richiesto di sottoscrivere l’accettazione di una dottrina, piuttosto sperimentare la libertà di una adesione che ha il vincolo dell’amore. E ciò dà gioia vera. Papa Francesco costruisce l’architettura del suo scritto attorno a cinque punti che ci orientano sulla strada del Vangelo della gioia. All’inizio il papa ci consegna alla consapevolezza che il cristianesimo o è missionario o non è veramente cristiano. Poi evidenzia la necessità di affrontare gli ostacoli che si frappongono oggi alla missione, dall’interno e dall’esterno della Chiesa. Esprime l’esigenza che sia necessario intraprendere una nuova evangelizzazione per poi valutare le conseguenze sul piano della dottrina sociale. Infine, veniamo richiamati a vivere la dimensione spirituale, anima di ogni apostolato.

Testimoniare il Vangelo della gioia richiede la consapevolezza che evangelizzare non è facoltativo, ma un’urgenza nella società secolarizzata dove è diffusa una “tremenda superficialità” in campo morale. Testimoniare non potrà essere fatto senza impegno e formazione, ma con consapevolezza sociale e conservando delle profonde radici spirituali. Torniamo ora all’inizio della Esortazione Apostolica, papa Francesco lo ripete: tutti dobbiamo testimoniare con gioia il vangelo. Così la Chiesa passa a una fase nuova; essa non si misura più sull’amministrazione dei fedeli che vanno a Messa, ma sulla capacità di cercare e convertire chi in chiesa non ci va. La nostra tristezza infinita si cura soltanto con un infinito amore: viviamo la fede con gioia.

don Francesco