
Il menestrello di Duluth nel 1964 componeva una canzone che non avremmo mai pensato potesse essere di così grande attualità ai nostri giorni: With God on our side. Bob Dylan immagina un paese giovane – gli Stati Uniti d’America – orgoglioso di avere «Dio dalla sua parte». Nella bellissima versione che la cantautrice cadorina Erica Boschiero ha proposto nel nostro concerto delle Palme i versi suonano così: «… Era nata l’America, e con Dio dalla sua. / L’arma ben stretta in mano e con Dio dalla sua. / Non si contano i morti quando hai Dio dalla tua». La tentazione di strattonare Dio dalla propria parte non passa mai. Ci cascano tutti coloro che coltivano un’idea strumentale di Dio. Benedire armi e guerre è sempre stato il sofisticato (ma diabolico) “mestiere” degli uomini che credono di poter derivare l’origine del proprio potere direttamente dall’Alto, sentendosi autorizzati a interpretare messianicamente il ruolo di governo. Assumono l’aurea di faraoni immortali, inviati con il compito salvifico della liberazione. Per semplificare questo modello marcatamente teocratico basterebbe riprendere la scenetta a dir poco stucchevole del presidente americano, sul capo del quale le mani dei sudditi sacerdoti invocano la consenziente benedizione dell’Onnipotente. Trump non si tira indietro, anzi. È l’Eletto. I cosiddetti Maga (Make America Great Again) si atteggiano a nuovi cavalieri dell’Apocalisse, la loro mission è chiara: sconfiggere il Male. Del resto, se Dio è dalla loro parte non possono che incarnare il Bene. Dentro questo schemino infantile, piuttosto manicheo (e molto da far west), è facile pensare di essere «in missione per conto di Dio». C’è poco da girarci attorno, l’America (non tutta), ha sempre sentito il bisogno di avere Dio dalla propria parte erigendosi di volta in volta contro l’Iraq di Saddam Hussein o l’Isis e suoi spin off. Oggi, tocca all’Iran. Da qualche parte c’è sempre un impero del Male da sconfiggere. E c’è sempre un’umanità da liberare. Ci è voluto il tempo di un amen per vestire i panni dell’Onnipotente e pontificare contro il pontefice. Trump è un bambino capriccioso (ma è un eufemismo) cui piace recitare l’immagine di papa o quella del re condottiero, e magari pure del guaritore di Nazareth. Se potesse il papa lo insedierebbe lui. E senza ritegno non ha tardato a precisare che l’elezione di Prevost è opera sua. La sua sgrammaticata sortita contro Leone XIV, bollato come «debole e pessimo in politica estera», ha suscitato l’indignazione dell’opinione mondiale. Con eleganza il pontefice ha semplicemente risposto di «non aver paura», lasciando intendere di non volersi abbassare a questo livello di polemica e ribadendo che Dio, se deve stare da qualche parte, di sicuro non sta dalla parte di chi uccide in suo nome e di chi pensa di governare il mondo a suon di bombe. Anche Dio ha il suo “not in my name”. Siamo davanti a due visioni (americane) completamente antitetiche del mondo: chi il mondo lo prova a servire e chi del mondo vuole solo servirsene per alimentare il mito nazionalista e confermare il folle rito della propria ubris teo-tecnocratica. Leone XIV si sta rivelando un uomo mite, tutt’altro che arrendevole. È in nome della giustizia che si deve agli ultimi della terra e del diritto sovrano dei popoli che egli non s’abbassa ai potenti. Ed è in nome dell’urgenza veritativa del vangelo che egli smaschera l’irreligiosa strumentalizzazione della religione con tutto il suo corredo di sovranismo e di assolutismo neo-feudale. Il punto è che il papa non dovrebbe essere lasciato da solo a mettere a tacere l’arroganza dei prepotenti; la parola politica internazionale e l’azione democratica dovrebbero fare la propria parte detronizzando chi si è auto-insediato sugli altari della Storia. La grande tradizione euro-occidentale avrebbe i necessari anticorpi della laicità (Habermas) per mettere al muro ogni forma di sacralizzazione dei poteri. Bisognerebbe rindossare quella gustosissima t-shirt che qualche anno fa girava con la scritta «Dio c’è, ma non sei tu. Rilassati!». Qualcuno può togliere Trump dalle parti di Dio affinché smetta di credere che Dio sia solo dalla sua parte?
