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Appuntamenti

Febbraio 2022

01 MartedìConferenza S. Vincenzo (ore 14.30 Sala della comunità)
02 MercoledìCandelora
03 GiovedìFesta di S. Biagio martire
04 VenerdìAdorazione eucaristica (ore 17.00 Chiesa parrocchiale)
06 DOMENICAV DEL TEMPO ORDINARIO FESTA DI S. GIOVANNI BOSCO
 S. Messe: ore 7.30 – 10.00 – 11.00 (con i ragazzi della catechesi) – 18.30 (Con i ragazzi VI anno IC)
07 LunedìSCUOLA DI COMUNITÀ: catechesi adulti (in chiesa parr.: ore 8.30 e ore 17.30)
08 MartedìConferenza S. Vincenzo (ore 14.30 Sala della comunità)
11 VenerdìB. Vergine di Lourdes – Giornata dell’ammalato
 TRIDUO DEI MORTI
12 SabatoTRIDUO DEI MORTI
13 DOMENICA VI TEMPO ORDINARIO – CONCLUSIONE TRIDUO DEI MORTI
 S. Messe orario Festivo: 7.30 – 10.00 – 11.00 – 18.30 (Solenne concelebrazione)
14 LunedìSCUOLA DI COMUNITÀ: catechesi adulti (in chiesa parr.: ore 8.30 e ore 17.30)
15 MartedìConferenza S. Vincenzo (ore 14.30 Sala della comunità)
17 GiovedìAdorazione eucaristica (ore 17.00 Chiesa parrocchiale)
18 VenerdìOggi esce il notiziario parrocchiale di Febbraio
20 DOMENICAVII TEMPO ORDINARIO
 S. Messe orario Festivo: 7.30 – 10.00 – 11.00 – 18.30
27 DOMENICAVIII TEMPO ORDINARIO
 S. Messe orario Festivo: 7.30 – 10.00 – 11.00 – 18.30
28 LunedìSCUOLA DI COMUNITÀ: catechesi adulti (in chiesa parr.: ore 8.30 e ore 17.30)
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Editoriale

ESSERE FAMIGLIA

Educhiamo al dono e al desiderio

Non un luogo comune, ma un modello: la famiglia che, mai come nel presente, affronta una rivoluzione nella sua azione di educare i figli a vedere e anticipare il futuro, di trasmettere il senso dell’esistenza umana con i suoi doveri familiari e sociali. Non meri possessi narcisistici, ma sentimenti generativi. Questo il compito della famiglia: testimonianza di adultità, di amore per il dono della vita. L’educazione familiare è come l’aceto balsamico, ha bisogno di molto tempo, è presa di coscienza. Ma l’impegno porterà frutti, creerà nei figli la condizione per essere generativi. Frutti che germogliano da un dono che regala loro la condizione di essere a loro volta protagonisti di atti di generosità. Ciò crea dei problemi quando a fronte di questo dono c’è l’attesa, quasi un risarcimento, di veder realizzati i propri desideri, i propri progetti; al contrario è un bene quando i figli sono messi nella condizione di poter realizzare i loro desideri e progetti. Il dono, dunque, può presentare dei rischi se non riconosce l’anima dell’altro: l’originalità dei figli, quando si proiettano su di loro le attese narcisistiche dei genitori, oppure quando il dono è a senso unico, quando cioè sono i genitori a dare senza fornire ai figli la possibilità di fare qualcosa in cambio, condizione che consentirebbe di essere generativi, condizione da cui nasce la fecondità educativa. 

Massimo Recalcati ne I ritratti del desiderio afferma che la parola “desiderio” porta già nel suo etimo la dimensione della veglia e dell’attesa, dell’orizzonte aperto e stellare, dell’avvertimento positivo di una mancanza che sospinge alla ricerca (…). Il desiderio porta sempre con sé una povertà – una lontananza – che è un tesoro. Nel “ De bello Gallico” di Giulio Cesare i desiderantes erano i soldati che aspettavano sotto le stelle i compagni che non erano ancora tornati dal campo di battaglia. Più precisamente l’etimologia della parola desiderio deriva dallo stare sotto il cielo e osservare le stelle in un atteggiamento di attesa e di ricerca della via: desiderare ha il significato di scrutare il cielo per trovare la rotta così da capire dove siamo e dove vogliamo andare. A volte, quando i giovani sono in balia degli eventi, spetta a noi adulti fornire loro un timone ed una bussola per poter imprimere una direzione alla loro vita che potrebbe apparire simile ad una zattera così da immaginare un approdo che consenta loro di realizzarsi. Si deve dunque passare da una logica centrata sul bisogno ad una meta logica del desiderio. Si potrebbe rendere più ricca la relazione educativa se si mettessero in gioco i desideri, portatori di alcune dimensioni che non stanno nei bisogni.

In questo modo, la legge, la regola, il limite, a differenza di quanto potrebbe sembrare non sono più tanto un ostacolo per il desiderio, ma la sua condizione. In un mondo senza legge, senza limite, il desiderio non si genera. Desiderare qualcosa significa infatti concentrarsi su qualcosa di specifico, di concreto, riuscendo a trattenersi dal godere di altre mille stimoli per perseguire solo e soltanto un proprio specifico desiderio. La regola si apre alla disciplina la quale, a sua volta, permette di costruire il desiderio senza che esso sia inghiottito dalle mille possibilità della vita. Si è talmente preoccupati di rendere felici i figli che, evaporando dal ruolo genitoriale, non si è capaci di farli attendere: con una prassi educativa iperprotettiva si concede tutto e subito, …e si uccide il desiderio. È necessario che tra la nascita del desiderio e la sua realizzazione vi sia un adeguato intervallo di tempo. Il tempo in cui il desiderio può crescere nel nostro cuore. Se viene appagato immediatamente non può abitare lo spazio che c’è dentro di noi, non diventa una sorpresa, non acquista la capacità della meraviglia di fronte all’imprevisto. Si comprende, quindi, come attivare il desiderio non significhi fare ciò che si vuole, ma sia un’occasione di crescita che richiede l’educazione al senso del limite. Educare al desiderio significa confrontarsi con il limite come possibilità di realizzazione. L’attesa ed anche i fallimenti, il non compiacere in ogni desiderio o bisogno, stimolano all’impegno e rendono la persona competente. Spesso si è troppo preoccupati che i figli possano soffrire, e così si impedisce loro di venire a contato con la sofferenza. 

La funzione genitoriale non è mai paritaria, ma responsabile e adulta per non creare figli/adulti fragili perché quella felicità che nell’attuale canone sembra essere un diritto genera un effetto contrario alla libertà della persona. Il legame tra genitori e figli è, dunque, una relazione asimmetrica; il compito genitoriale è capire che uso fare dell’autorità, come contrappunto di una vocazione generativa ed educativa. Possiamo diventare genitori cercando di conquistare il consenso dei nostri figli, o accettare la responsabilità di essere autorevoli, sapendo che dalla vera autorità germina la libertà. La genitorialità si esprime così attraverso la “cura responsabile”, dove la “cura” rimanda al polo affettivo della relazione mentre la “responsabilità” esprime il polo etico. Ma come trasmettere questo punto centrale del desiderio a una generazione che non riconosce nessuna legge assoluta, nessun principio di autorità, in una parola ad una generazione in cui il padre è assente? Non c’è altre strada per condurre i propri figli sulla via di una vita ricca e piena di desiderio, di bellezza, che offrire la propria testimonianza di adulti che hanno saputo tentare la vita trovando una propria strada. Non si tratta però soltanto di una testimonianza morale: di dare il “buon esempio”. Si tratta piuttosto di mostrare come potrebbe essere una vita buona, ricca di desideri e realizzata nella realtà concreta e sempre limitata. 

don Francesco Poli

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Appuntamenti

Gennaio 2022

01 SABATOS. MARIA MADRE DI DIO
 S. Messe orario Festivo: 7.30 – 10.00 – 11.00 – 18.30.
02 DOMENICAII di Natale
 S. Messe orario Festivo: 7.30 – 10.00 – 11.00 – 18.30.
06 GIOVEDÌEPIFANIA
 S. Messe orario Festivo: 7.30 – 10.00 – 11.00 – 18.30.
09 DOMENICABATTESIMO DI GESÙ
 S. Messe orario Festivo: 7.30 – 10.00 – 11.00 – 18.30.
10 LunedìRiprende la Catechesi in gruppi in Oratorio
12 MercoledìRiprende la Catechesi in gruppi in Oratorio
14 VenerdìRiprende la Catechesi in gruppi in Oratorio
16 DOMENICAII DELL’ANNO
 Festa di S. Antonio Abate – Benedizione degli animali
 S. Messe orario Festivo: 7.30 – 10.00 – 11.00 – 18.30.
17 MartedìConferenza S. Vincenzo (ore 14.30 Sala della comunità)
20 GiovedìAdorazione eucaristica (ore 17.00 Chiesa parrocchiale)
21 VenerdìOggi esce il notiziario parrocchiale di Gennaio
23 DOMENICAIII DEL TEMPO ORDINARIO
 S. Messe orario Festivo: 7.30 – 10.00 – 11.00 – 18.30.
24 LunedìSCUOLA DI COMUNITÀ: catechesi adulti (in chiesa parr.: ore 8.30 e ore 17.30)
25 MartedìConferenza S. Vincenzo (ore 14.30 Sala della comunità)
27 GiovedìAdorazione eucaristica (ore 17.00 Chiesa parrocchiale)
30 DOMENICAIV DEL TEMPO ORDINARIO
 PRESENTAZIONE FANCIULLI MESSA DI Iª COMUNIONE (ore 11.00 chiesa parrocchiale)
 SETTIMANA S GIOVANNI BOSCO “Arrivo” statua don Bosco (ore 10.50 oratorio)
 S. Messe orario Festivo: 7.30 – 10.00 – 11.00 – 18.30.
31 LunedìSCUOLA DI COMUNITÀ: catechesi adulti (in chiesa parr.: ore 8.30 e ore 17.30)

DAL  30 GENNAIO: FESTE IN OCCASIONE DEL RICORDO DI S. GIOVANNI BOSCO PATRONO E PROTETTORE DELL’ORATORIO (Fino al 6 febbraio p.v.)

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Editoriale

IL NATALE CHE TARDA

«Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta» (Mt. 2, 3-5)

La rinuncia dà. È l’esperienza che possiamo riconoscere nel manifestarsi di questo Natale. Una condizione vissuta anche da Giuseppe e Maria costretti, dalle autorità del tempo, a rinunciare alla tranquilla vita a Nazareth, partiti per farsi censire a Betlemme, loro città di origine. Questo uscire dal villaggio, il loro partire ed affrontare un viaggio rischioso verso un luogo distante, in condizioni precarie e con Maria in gravidanza, li hanno disposti, loro malgrado, ad essere ancor più ricettivi nei confronti di ciò che era indisponibile e imprevedibile, aperti al Mistero. L’esperienza del partire, dell’andare, quando ciò accade, ci mette nella condizione di vivere un distacco, una separazione. È come un “evento luttuoso”. Questa condizione, oggi così rara nella nostra società in cui sofferenza, dolore e morte non hanno più diritto di cittadinanza nel nuovo “ordine digitale”, apre tuttavia ad una attesa incondizionata nella quale rinunciare è – in realtà – un “ricevere”: la rinuncia dà. Essa quando è praticata, tanto per necessità quanto per libera scelta, mostra i rischi cui è sottoposta la vicinanza coatta del villaggio globale: nella società dei consumi qual è la nostra, la rinuncia e il distacco rivelano l’inganno del tempo digitale che nel suo manifestarsi impoverisce la vicinanza, privandola di ogni forma di distanza. Nel tempo digitale, infatti, ogni cosa dev’essere disponibile, pronta ad essere consumata: anche questo Natale ha tutti i tratti consumistici: se vuoi, puoi. Adesso.

Il Mistero non si prende, si offre. Il viaggio di Giuseppe e Maria a Betlemme è una parabola che permette di recuperare, a loro stessi come anche a noi, la dimensione di Mistero che la vita porta con sé. Mistero in cui si sperimenta un rapporto ulteriore, fragrante, vero, rispetto a un mondo costituito dal disponibile, consumistico, con la sua smodata pretesa di possesso, una voracità che pretende di assimilare tutto ciò che lo circonda, come se fosse un mondo pietanza da prendere e da ingurgitare, portare con avidità alla bocca. Al contrario, nella prospettiva dell’uscire va colto il viaggio della vita, il rischio di lasciare, il coraggio di accettare la fatica della separazione, della distanza, senza la pretesa di avere tutto a disposizione o di considerare l’indisponibile come ciò che, per ora, non è ancora dato. Partire è accogliere in sé il Mistero: questo solo si offre e mai si prende. Il Mistero che nel Natale si fa Mistero di Dio si offre a quanti vi si dispongono aperti alla speranza, Mistero indisponibile che si svela nella storia concreta, rimanendo tuttavia Altro, senza possibilità di essere consumato. A differenza del mondo sempre disponibile e fruibile, l’indisponibile consente l’indugio, l’attesa, mostra la diversità che è insita nell’altro e nell’altra, mostra l’Alterità di cui sentiamo ancora la nostalgia e che ci è necessaria alla vita futura. Senza questa distanza, data fin dall’origine della vita, l’altro non sarà mai un Tu per me. Viene invece privato dalla sua dignità, trasformato in una “cosa”. Non lo si interpella in virtù della sua Alterità, al contrario, di lui ci si appropria. 

L’andatura del vero Natale oggi è il ritardo. Nella prospettiva del Mistero, ciò che è indisponibile viene invece atteso, invocato, sperato: si manifesterà certamente, ma il come e il quando non è dato sapere. Il disponibile invece non ha bellezza, non profuma. Ciò che è durevole è lento, indugia nel mostrarsi, è un mix di svelamento e nascondimento. È un ritardatario persistente. Con la sua andatura tarda ad arrivare, lo si può solo attendere. Questo Natale non arriva in orario, non è bell’e pronto, già disponibile. Quella notte a Betlemme non si trattava di aspettare qualcosa, bensì di aspettare “in” qualcosa. L’uscire dei pastori dall’ovile, il rinunciare alla loro sicurezza e tranquillità, il lasciare con trepidazione il loro pacato disponibile mondo, permette loro di cercare e poi trovare l’indisponibile. Così, con sorpresa e gioia grande ci siamo trovati non già di fronte a qualcosa, ma insieme a Qualcuno.

don Francesco Poli

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Appuntamenti

Dicembre 2021

03 VenerdìAdorazione eucaristica (ore 17.00 Chiesa parr.)
05 DOMENICAII di AVVENTO
 S. Messe orario Festivo: 7.30 – 10.00 – 11.00 – 18.30.
 INCONTRO GRUPPI ADO (Ado 2009 – 2008 dalle 18.00 alle 20.00; Ado 2007- 2006 dalle 19.00 alle 20.30)
06 LunedìSCUOLA DI COMUNITÀ – catechesi adulti (in chiesa parr.: ore 8.30 e ore 17.30)
07 MartedìVigilia Festa Immacolata
 Tempo per le CONFESSIONI ore 16.00 – 18.00
 S. Messa festiva (ore 20.00)
08 MERCOLEDÌIMMACOLATA CONCEZIONE DI MARIA
 S. Messe orario Festivo: 7.30 – 10.00 – 11.00 – 18.30.
09 GiovedìAdorazione eucaristica (ore 17.00 Chiesa parr.)
12 DOMENICAIII di AVVENTO
 S. Messe orario Festivo: 7.30 – 10.00 – 11.00 – 18.30.
 INCONTRO FIDANZATI – SPOSI 2022 (Chiesa parr. s. Messa ore 18.15. Poi in Sala parr.)
13 LunedìSCUOLA DI COMUNITÀ – catechesi adulti (in chiesa parr.: ore 8.30 e ore 17.30)
14 MartedìConferenza S. Vincenzo (ore 14.30 Sala della comunità)
16 GiovedìAdorazione eucaristica (ore 17.00 Chiesa parr.)
17 VenerdìInizio novena S. Natale
 Oggi esce il notiziario parrocchiale di Dicembre
19 DOMENICAIV di AVVENTO
 FESTA DEL DONO
 S. Messe orario Festivo: 7.30 – 10.00 – 11.00 – 18.30.
 PREGHIERA E FESTA GRUPPI ADOLESCENTI (pomeriggio – sera)
20 LunedìOre 17.00 – 18.00 SPAZIO ONFESSIONI (in Chiesa)
21 MartedìOre 17.00 – 18.00 SPAZIO ONFESSIONI (in Chiesa)
22 MercoledìOre 17.00 – 18.00 SPAZIO ONFESSIONI (in Chiesa)
23 GiovedìOre 8.30 – 11.00 e 15.00 – 18.00 SPAZIO CONFESSIONI (in chiesa)
24 VenerdìOre 8.30 – 11.00 e 15.00 – 18.00 SPAZIO CONFESSIONI (in chiesa)
24 VENERDÌVIGILIA DI NATALE
 Ore 18.00 Chiesa parrocchiale S. MESSA NELLA VIGILIA DI NATALE
 Ore 23.15 Chiesa parrocchiale – VEGLIA DI NATALE animata dagli animatori dell’oratorio.
 Ore 24.00 S. MESSA DI MEZZANOTTE
25 SABATOSANTO NATALE
 S. Messe: 7.30 – 10.00 – 11.00 – 18.30
 Ore 18.00 S. Rosario
26 DOMENICAS. STEFANO martire
 S. Messe orario Festivo: 7.30 – 10.00 – 11.00 – 18.30.
31 VENERDÌMESSA FESTIVA CAPODANNO 2021 e TE DEUM di ringraziamento alle ore 18.30