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Appuntamenti

Luglio 2022

01 Venerdìore 07.00 Adorazione eucaristica (Chiesa parrocchiale)
03 DOMENICAXIV del TEMPO ORDINARIO
 S. Messe orario Festivo: 7.30 – 10.00 – 11.00 – 18.30
07 Giovedìore 07.00 Adorazione eucaristica (Chiesa parrocchiale)
10 DOMENICAXV del TEMPO ORDINARIO
 S. Messe orario Festivo: 7.30 – 10.00 – 11.00 – 18.30
14 Giovedìore 07.00 Adorazione eucaristica Chiesa parrocchiale)
17 DOMENICAXVI del TEMPO ORDINARIO
 S. Messe orario Festivo: 7.30 – 10.00 – 11.00 – 18.30
21 Giovedìore 07.00 Adorazione eucaristica Chiesa parrocchiale)
24 DOMENICAXVII del TEMPO ORDINARIO
 S. Messe orario Festivo: 7.30 – 10.00 – 11.00 – 18.30
28 Giovedìore 07.00 Adorazione eucaristica (Chiesa parrocchiale)
31 DOMENICAXVIII del TEMPO ORDINARIO
 S. Messe orario Festivo: 7.30 – 10.00 – 11.00 – 18.30
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Appuntamenti

Giugno 2022

03 VenerdìAdorazione eucaristica (ore 17.00 Chiesa parrocchiale)
05 DOMENICAPENTECOSTE
 S. Messe orario Festivo: 7.30 – 10.00 – 11.00 – 18.30
06 LunedìConferenza S. Vincenzo (ore 14.30 Casa della comunità)
08 Mercoledì09.00 S. Messa nel cimitero
09 GiovedìAdorazione eucaristica (ore 17.00 Chiesa parrocchiale)
12 DOMENICASANTISSIMA TRINITÀ
 S. Messe orario Festivo: 7.30 – 10.00 – 11.00 – 18.30
13 LunedìConferenza S. Vincenzo (ore 14.30 Casa della comunità)
15 Mercoledì09.00 S. Messa nel cimitero
16 GiovedìAdorazione eucaristica (ore 17.00 Chiesa parrocchiale)
19 DOMENICACORPUS DOMINI
 S. Messe orario Festivo: 7.30 – 10.00 – 11.00 – 18.30
20 LunedìInizio CRE
 Conferenza S. Vincenzo (ore 14.30 Casa della comunità)
22 Mercoledì09.00 S. Messa nel cimitero
23 GiovedìAdorazione eucaristica (ore 17.00 Chiesa parrocchiale)
24 VenerdìSACRATISSIMO CUORE DI GESÙ – S. GIOVANNI BATTISTA
 Oggi esce il notiziario parrocchiale di Giugno
26 DOMENICAXIII del TEMPO ORDINARIO
 S. Messe orario Festivo: 7.30 – 10.00 – 11.00 – 18.30
27 LunedìInizio 2ª Settimana Centro Ricreativo Estivo (Oratorio: da lunedì a venerdì fino al 15 luglio)
29 Mercoledì09.00 S. Messa nel cimitero (fino alla fine di agosto)
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Editoriale

Il CAMMINO SINODALE delle chiese in tempi difficili

Giovedì 25 novembre 2021 si è concludeva a Roma la 75a Assemblea Generale Straordinaria della CEI il cui intento era ed è quello di rilanciare la vita delle Chiese che sono in Italia realizzando in esse e nelle realtà ecclesiali quel “camminare insieme” che consente di conformarsi alla specificità della loro missione. Anche papa Francesco, intervenendo all’apertura dell’Assemblea generale dei Vescovi, insisteva sulla necessità di essere una Chiesa sinodale con un cammino di comunione, partecipazione e missione conformemente alla missione di annunciare il Vangelo che ad essa è stata affidata. Francesco invitava tutta la Chiesa italiana ad interrogarsi sulla sinodalità: tema centrale e decisivo per la sua specificità; esperienza di sinodalità che si inserisce nel solco tracciato dal Concilio Vaticano II. Fu Paolo VI ad istituire lo strumento collegiale del Sinodo dei Vescovi, correva l’anno 1965. Era una scelta di metodo per dare continuità alle istanze del Concilio perché camminando insieme la Chiesa avrebbe potuto sperimentare che ciò che andava attuando era quello che più rende effettiva e manifesta la natura della Chiesa, essendo essa popolo di Dio pellegrino e missionario. Oggi, nel vivere questa esperienza di Chiesa sinodale, non può né deve mancare il riferimento al Concilio Vaticano II. E ciò in particolare per le ultime generazioni, quelle che non hanno vissuto in prima persona la stagione conciliare. Particolare attenzione e oggetto di approfondimento merita lo studio della categoria di “Popolo di Dio”, categoria, inserita nella Costituzione dogmatica Lumen Gentium, che si presenta come chiave di lettura dell’esperienza ecclesiale.

Al momento, se si vuole intraprendere un’esperienza di discernimento comunitario partendo dalla base delle parrocchie, delle diocesi e delle esperienze associative, è senz’altro utile riprendere due testi approvati dal Consiglio Episcopale permanente della CEI: Messaggio ai presbiteri, ai diaconi, ai consacrati e a tutti gli operatori pastorali e una Lettera alle donne e agli uomini di buona volontà e disponibili sul sito della Conferenza Episcopale Italiana. «Le nostre Chiese in Italia – spiegano i Vescovi nel Messaggio – sono coinvolte nel cambiamento epocale; allora non bastano alcuni ritocchi marginali per mettersi in ascolto di ciò che, gemendo, lo Spirito dice alle Chiese. Siamo dentro le doglie del parto. È tempo di sottoporre con decisione al discernimento comunitario l’assetto della nostra pastorale, lasciando da parte le tentazioni conservative e restauratrici e, nello spirito della viva tradizione ecclesiale – tutt’altra cosa dagli allestimenti museali –, affrontare con decisione il tema della “riforma”, cioè del recupero di una “forma” più evangelica; se la riforma è compito continuo della Chiesa (“semper purificanda”: Lumen Gentium 8), diventa compito strutturale, come insegna la storia, ad ogni mutamento d’epoca».

Il Cammino sinodale è, dunque, un processo atto ad aiutare a «riscoprire il senso dell’essere comunità, il calore di una casa accogliente e l’arte della cura». «Sogniamo una Chiesa aperta, in dialogo. Non più “di tutti” ma sempre “per tutti”», scrivono i Vescovi nella Lettera indirizzata alle donne e agli uomini di buona volontà: «Tu che desideri una vita autentica, tu che sei assetato di bellezza e di giustizia, tu che non ti accontenti di facili risposte, tu che accompagni con stupore e trepidazione la crescita dei figli e dei nipoti, tu che conosci il buio della solitudine e del dolore, l’inquietudine del dubbio e la fragilità della debolezza, tu che ringrazi per il dono dell’amicizia, tu che sei giovane e cerchi fiducia e amore, tu che custodisci storie e tradizioni antiche, tu che non hai smesso di sperare e anche tu a cui il presente sembra aver rubato la speranza, tu che hai incontrato il Signore della vita o che ancora sei in ricerca o nell’incertezza…». Insieme ai due testi, è stato diffuso il crono-programma che si dispiega per l’intero quinquennio 2021-2025, con tutte le tappe del Cammino sinodale. L’avvio sarà definito in un biennio di ascolto (2021-2023), ovvero in una fase narrativa che raccoglierà in un primo anno i racconti, i desideri, le sofferenze e le risorse di tutti coloro che vorranno intervenire; nel periodo seguente invece ci si concentrerà su alcune priorità pastorali. Farà seguito una fase sapienziale nella quale l’intero Popolo di Dio, con il supporto dei teologi e dei pastori, leggerà in profondità quanto emerso nelle consultazioni capillari (2023-24). Un momento assembleare finale, nel 2025, in via di  definizione, cercherà di assumere alcuni orientamenti profetici e coraggiosi, da riconsegnare alle Chiese nella seconda metà del decennio. Tutti gli eventi si inseriscono in un percorso espressione di una Chiesa che si apre e che dialoga. 

Dei vari nuclei tematici proposti per il confronto sinodale, sono in particolare due quelli che hanno una valenza rilevante per il cammino: quello del dialogo tra chiesa e società. Affrontare questi temi significa accettare di mettersi in una condizione di evidente discontinuità rispetto ad un modello di Chiesa che ci ha rappresentati fino ad ora. Vivere la sinodalità significa dunque fare uno sforzo evangelico per pensare come sia possibile superare una esperienza di Chiesa fatta spesso di immobilismo, superficialità, di individualismi egoistici in cui oggi ci troviamo a vivere come comunità. La domanda che potremmo porci è: quale sinodalità abbiamo mai vissuto nella nostra Chiesa? Quanta corresponsabilità viene vissuta nella nostra Chiesa locale? Talvolta i consigli pastorali affrontano questioni marginali alla vita stessa della comunità credente, lasciando poi la responsabilità dell’azione pastorale al parroco, vanificando quindi la corresponsabilità dei laici che pure sono chiamati ad essere partecipi della vocazione “regale, profetica e sacerdotale”. Sono proprio questi, per vocazione, ad essere chiamati operatori di un nuovo modo di testimoniare il Vangelo nella società. È altresì urgente evidenziare come la dimensione missionaria della Chiesa tutta si costruisca attraverso la formazione delle coscienze in ambito ecclesiale, sociale e anche politico. All’interno del Consiglio pastorale parrocchiale, trovi dunque spazio la dimensione caritativa come ambito di sinodalità e cura verso i poveri e i fragili. 

Il cammino sinodale che siamo condividendo come Chiesa, ci renda sempre più umani per condizione, figli e figlie di Dio per adozione filiale, fratelli e sorelle per vocazione. Al contrario, la frammentazione culturale a cui oggi siamo esposti, ci spinge ad ignorarci, cosicché  a volte si assiste ad una catena di scontri umani molto aspri, acuiti dalla cultura dello scarto e del consumo. Il cammino sinodale intrapreso si traduce in un impegno a creare spazi concreti di legami, relazioni, riconciliazione, formazione. Si deve così cercare di ricucire e sanare storie di odio e di violenza, causate dalla povertà, dall’emarginazione e dalle guerre. Perché ciò avvenga, occorre saper guardare con amore la Chiesa e il mondo. Guardarli con gli stessi occhi di Cristo.  Diventiamo un popolo che cammina verso un nuovo modo di sapersi affratellati nell’amore. L’esperienza di una Chiesa sinodale non è solo “esperienza umana”, ma è camino di Dio con il suo popolo. E siccome è cosa anche di Dio, a noi spetta camminare con fiducia: il Signore lo renderà possibile.

don Francesco Poli

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Appuntamenti

Maggio 2022

01 DOMENICAIII DOMENICA DI PASQUA
 S. Messe orario Festivo: 7.30 – 9.00 Messa di Prima Comunione – 11.00 – 18.30
03 MartedìConferenza S. Vincenzo (ore 14.30 Casa della comunità)
06 VenerdìAdorazione eucaristica (ore 17.00 Chiesa parrocchiale)
08 DOMENICAIV DOMENICA DI PASQUA
 S. Messe orario Festivo: 7.30 – 10.00 – 11.00 – 18.30
10 MartedìConferenza S. Vincenzo (ore 14.30 Casa della comunità)
12 GiovedìAdorazione eucaristica (ore 17.00 Chiesa parrocchiale)
15 DOMENICAV DOMENICA DI PASQUA
 S. Messe orario Festivo: 7.30 – 10.00 – 11.00 – 18.30
17 MartedìConferenza S. Vincenzo (ore 14.30 Casa della comunità)
19 GiovedìAdorazione eucaristica (ore 17.00 Chiesa parrocchiale)
20 VenerdìOggi esce il notiziario parrocchiale di Maggio
22 DOMENICAVI DOMENICA DI PASQUA
 CHIUSURA ANNO CATECHISTICO
 S. Messe orario Festivo: 7.30 – 10.00 – 11.00 – 18.30
23 LunedìConferenza S. Vincenzo (ore 14.30 Casa della comunità)
26 GiovedìAdorazione eucaristica (ore 17.00 Chiesa parrocchiale)
29 DOMENICAASCENSIONE DEL SIGNORE
 S. Messe orario Festivo: 7.30 – 10.00 – 11.00 – 18.30
30 LunedìConferenza S. Vincenzo (ore 14.30 Casa della comunità)
31 MartedìChiusura mese Mariano

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Editoriale

RISORGI, ADESSO

“Cristo è risorto! È veramente risorto!” (Dalla Liturgia)

La Risurrezione di Cristo segna il rinnovamento della nostra vita come dell’intero creato. Uno dei segni caratteristici della fede nella Risurrezione è il saluto tra i cristiani ispirato alle parole: “Cristo è risorto! È veramente risorto!”. È una professione di fede e un impegno di vita. Infatti, da credenti viviamo della certezza che origina dal giorno di Pasqua, una speranza che non svanisce nemmeno nel tempo della prova, della sofferenza e della violenza come sperimentiamo in questi giorni. 

Tuttavia, oggi, questa fiduciosa serenità della fede che vive dell’esperienza pasquale, in molti cristiani è evaporata. Tra le pieghe della vita feriale la comunità credente sembra sempre più estraniata dall’esperienza di serenità che caratterizza quanti vivono settimanalmente la Pasqua del Signore. Al suo posto si va diffondendo nel vivere quotidiano, una sensazione di sfiducia, di impotenza e di crescente preoccupazione per i fatti drammatici che le vicende quotidiane ci costringono a subire. È il Venerdì Santo del XXI secolo. Il volto dell’uomo, come quello di Gesù, è schernito, insultato, ricoperto da sputi e percosso dall’uomo stesso. Volto e volti che si vedono nei campi di battaglia, sui barconi di un mare in tempesta, tra fila di donne e bambini in fuga dalla guerra. Il progresso economico, scientifico e tecnologico crescente e pervasivo avrebbe dovuto renderci più liberi, responsabili e fraterni. Invece le sue ramificazioni talora ci avvinghiano sempre più, facendoci rivedere quei demoni che, con tanto impegno, avevamo ritenuto sconfitti definitivamente. È questa una Pasqua attraversata dalla Croce di Cristo, una  Pasqua in cui Gesù grida ancora dalla croce: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”. Questa preghiera di Gesù al Padre è anche oggigiorno raggiunta dalla nostra stessa preghiera a Dio: “Perché?”. Perché il male e il dolore innocente? La Pasqua di Resurrezione consegni la nostra invocazione di aiuto, la nostra preghiera, alla preghiera di Gesù al Padre. Gesù, uno di noi: Dio patisce insieme al suo popolo.  

Sentiamo la Sua Pasqua di morte e resurrezione come la nostra Pasqua di redenzione. Una redenzione che avviene attraverso il dolore e la sofferenza e non come invece vorrebbe una certa cultura nichilista: solo redenzione e liberazione dal dolore e dalla sofferenza. Sul modello ed esempio della Pasqua comprendiamo come, se necessario, l’uomo e la donna siano chiamati ad attraversare anche il dolore e la sofferenza. È appunto questa la testimonianza di  tutte le resistenze contro la violenza e il male oggi attestate nel mondo. Viene così richiamato il valore della lotta dentro la sofferenza e la violenza, quale dimensione catartica del vivere umano, dimensione che oggi sfugge sempre di più e che tuttavia costituisce il cuore dell’annuncio pasquale, attraverso il quale è possibile comprendere l’agire cristiano nel mondo e per il mondo. Uomini e donne impegnati nella lotta contro il dolore e la violenza, cercano di liberare l’uomo ferito e in esso il volto di Dio. Adoperandosi per lenire le sofferenze e le violenze su donne, uomini e bambini, si attua il miglior servizio all’umanità, si riconoscono e affermano valori fondamentali: la dignità umana, la libertà e la fraternità universale. Ecco, è proprio questo il miracolo della Pasqua: con il Cristo risorto il mondo cambia! Se ci uniamo a Lui il dolore, la sofferenza e i lutti cesseranno. Lui lo ha fatto per tutti e noi. Noi uniti a Lui, lo rendiamo possibile oggi. Buona Pasqua.      

don Francesco Poli