PAROLE PROFETICHE, TRASCURATE O TRADITE

L’Humanae Vitae su contraccezione e aborto

A distanza di cinquantacinque anni – era il 25 luglio 1968 – dalla pubblicazione dell’enciclica Humanae vitae di papa Paolo VI, le questioni e le sfide legate al tema della trasmissione della vita (contraccezione e interruzione della gravidanza) e in genere della vita sessuale della coppia e del matrimonio appaiono ancora centrali nel dibattito ecclesiale e sociale.

Nella Introduzione alla psicanalisi, Sigmund Freud scriveva: «è una caratteristica comune a tutte le perversioni (sessuali) quella di accantonare la riproduzione come obiettivo (fine). In realtà è questo il criterio con cui giudichiamo perversa un’attività sessuale – se nel suo fine si distacca dalla riproduzione e persegue l’appagamento indipendentemente da esso». Il Codice di Diritto Canonico definisce il matrimonio in termini di fini: «Il fine primario del matrimonio è la procreazione ed educazione della prole; il fine secondario è l’aiuto reciproco e il rimedio della concupiscenza» (canone 1013). Il matrimonio è definito nei termini dei suoi fini peculiari ai quali è naturalmente ordinato e che pertanto ci dicono cosa esso debba essere.

Nonostante la crisi del matrimonio, anche come sacramento, e il suo consistente abbandono in termini di adesione delle giovani generazioni, possiamo affermare come uomini e donne siano ancora oggi attratti dal matrimonio per amore dei beni che esso incorpora, a cominciare dal bene dei figli, dal momento che è questo, in ultima analisi, a spiegare l’unione nuziale e l’atto coniugale. In senso più immediato, sono attratti anche dal bene del reciproco aiuto o amicizia che la coppia trova nel matrimonio. Così, sono i fini a spiegare cosa sia e cosa renda possibile tale istituzione. La persona non può spezzare il legame tra il fine unitivo e quello procreativo del matrimonio poiché sono essi che ne costituiscono l’autentica essenza, lo spirito fondamentale. Appare quindi irragionevole agire contro un bene come se fosse un male.

Agire contro un bene come se fosse un male non è etico e in ciò possiamo individuare l’irragionevolezza e il disordine della contraccezione. Questa, infatti, implica sempre un agire altro dall’atto coniugale, e quell’agire altro è diretto specificamente contro uno dei beni (o fini) che di fatto danno significato all’atto stesso coniugale, ossia il bene procreativo: i figli. La contraccezione, atto scelto e voluto contro un bene insito nell’atto coniugale in cui la coppia ha scelto di impegnarsi, nel nome stesso dell’atto ne descrive la malizia, è contra: contro il bene procreativo. É qui che cogliamo il nesso inestricabile tra contraccezione e aborto. Sant’Agostino ne scrisse: «[La licenziosa crudeltà della coppia coniugale] o la loro crudele licenziosità talora conduce a tali estremi da procurare veleni sterilizzanti e, se questi non sono disponibili, a sopprimere in qualche modo il feto che è stato concepito nel grembo ed espellerlo. Vogliono che la loro prole muoia prima di venire all’esistenza, o, se già vive nel grembo, che muoia prima della nascita» (Sant’Agostino, Sul matrimonio e la concupiscenza).

In un certo senso era “naturale” che Planned Parenthood da alfiere della contraccezione diventasse il più grande propugnatore di legislazione abortista nel mondo e i figli e la fertilità considerati alla stregua di mali, quasi “malattie”, da evitare o eliminare. Di fatto non c’è mai stata una società che abbia accettato la pratica generalizzata della contraccezione senza poi accettare e sostenere successivamente anche la pratica dell’aborto. Nel 1968 Planned Parenthood pubblicò un pamphlet intitolato Plan Your Children for Health and Happiness in un passo del quale si poneva la domanda: «Il controllo delle nascite è aborto?». La risposta dell’annotazione era: «Assolutamente no. Un aborto sopprime la vita di un bambino dopo che è iniziata. Esso è pericoloso per la tua vita e la tua salute. Ti rende sterile, così che quando desideri un figlio non potrai averlo. Il semplice controllo delle nascite pospone l’inizio della vita». Oggi Planned Parenthood è il più grande fornitore di aborti nel mondo, poiché la logica della contraccezione si è dispiegata da sé.

È bene che noi cristiani rileggiamo e meditiamo l’enciclica di papa Paolo VI. Infatti, una delle sfide alla Humanae Vitae, cinquantacinque anni fa, adesso e in futuro, è certamente la minimizzazione dell’immoralità della contraccezione, come se potesse costituire una “scelta saggia”, mentre essa è l’autentica porta di ingresso verso una mentalità anti-vita e verso gli orrori dell’aborto. Mentalità e orrori che stanno oggi davanti ai nostri occhi.