Archivi

Marzo 2021

È PASQUA

DALLA PRECARIETÀ ALL’IMMORTALITÀ

Lo ha confermato anche il  Presidente del Consiglio Mario Draghi nel suo discorso al Senato: “L’aspettativa di vita a causa della pandemia è diminuita, fino a 4 o 5 anni nelle zone di maggior contagio, 1 anno e mezzo o 2 per tutta la popolazione italiana. Un calo simile non si registrava dai tempi delle guerre mondiali”. A causa della pandemia non solo si muore di più, ma si vive anche meno a lungo.  Questo dato dovrebbe bastare per animare, soprattutto tra noi cristiani, un dibattito e una riflessione sul problema serio del vivere e del morire, tema che la Chiesa ci ripropone in questi giorni celebrando il Mistero Pasquale. Probabilmente quanto presagito non avverrà, anche se alcuni anni della nostra vita terrena ci saranno sottratti, secondo le statistiche. La strategia che alcuni mettono in atto per eludere con l’inganno questa scomoda verità possiamo trovarla già in Seneca: nel Dialogo de vita beata egli sosteneva che per sfuggire alla verità, l’uomo ricerca soddisfazione nei piaceri dei sensi che, in realtà, non appagano pienamente, facendoci così con rapidità sprofondare nel languore e nella melanconia. In altre parole è possibile evitare la dicotomia tra vita e immortalità rifugiandosi nella felicità effimera. È questo il destino, scriveva Seneca, di quanti vivono senza passato, noncuranti del presente e impauriti dal futuro. L’individualismo e la fragilità sociale e personale che il Covid-19 ha largamente diffuso, hanno reso quelle tesi più che mai attuali: viviamo nella debolezza endemica della gratificazione immediata, praticando una sorta di “rottamazione” insensata quanto euforica di tutto ciò che è stato e siamo, psicologicamente attanagliati dalla sfiducia in relazione al futuro. Si è così inaugurata l’era in cui caratteristica diffusa della vita è la condizione di precarietà: l’esperienza combinata dell’insicurezza della posizione, dell’incertezza circa la sua durata e la vulnerabilità delle persone. Il passato non conta in quanto non dà certezze per le prospettive future, il presente è fuori da ogni controllo e si hanno buoni motivi per temere il futuro.

Questa situazione incombe su di noi come un avverso destino ed appare come una minaccia per la fede. Celebrare l’evento Pasquale, credere nella morte e resurrezione di Gesù è un’esperienza personale e comunitaria non facile se credere significa davvero dare un senso alla vita e attendere che quanto si fa o si evita di fare abbia durata e valore nel tempo. Dobbiamo riconoscerlo: è più difficile credere oggi,  tempo della precarietà. In un mondo relativamente stabile, un mondo in cui le azioni conservano valore nel tempo, coinvolgendo tutto l’arco della vita, la fede si vivrebbe meglio. In un mondo del genere, come ci ricorda il Salmo: noi contiamo i giorni e i giorni contano. Ma oggi i giorni sembrano non contare affatto e con essi, anche gli umani, che contano molto meno. Al tempo della precarietà, il vivere senza certezze ripiega la nostra vita sull’immediato; a chi può interessare il passato?… e il domani? Il vivere “adesso” appare l’unica strategia vincente. Legami e unioni sono ormai da considerarsi alla stregua dei beni di consumo anziché generativi di senso. Non a caso il termine più ricorrente oggi è transizione, ecologica, sociale, economica, ecclesiale… Essa acquisisce un vantaggio strategico rispetto alla costruzione della durevolezza. Fattori che si favoriscono e sostengono a vicenda, in questo tempo saturo, sono l’incertezza e una vita frammentata alla ricerca continua di soluzioni istantanee ed effimere. L’esperienza pasquale di Gesù di Nazareth, al contrario, interpella la nostra vita di credenti chiedendoci di decidere, attribuendo valore a qualcosa che duri nel tempo, oltre l’immediato. Fondare la nostra fede su qualcosa di durevole, saldo, resistente al “qui e ora” evanescente; edificare se stessi sulla roccia e non sulla sabbia: solo così la vita, come ci mostra la Pasqua, può essere colta in modo da trascendere la mortalità individuale. La fede che è dono spirituale, si ancora all’esperienza permanente nel tempo della vita quotidiana. L’aspettativa di una vita oltre la morte che la Pasqua ci offre, richiede il coraggio della rinuncia ad una prospettiva di precarietà e insicurezza per poter riannodare i tempi della nostra esistenza vitale in esperienze e relazioni stabili e durevoli. Solo se affonderemo le radici della nostra esistenza nella Pasqua, il nostro vivere nel tempo, quale albero piantato lungo corsi d’acqua, avrà futuro in Dio. Buona Pasqua, coraggio.

don Francesco Poli

Marzo 2021

Maggio 2021

01 SabatoInizio mese mariano
02 DOMENICAV DOMENICA DI PASQUA
 S. Messe orario Festivo: 7.30 – 10.00 – 11.00 – 18.30
Marzo 2021

Aprile 2021

01 Giovedì SantoOre 20.30 Chiesa parrocchiale S. Messa nella CENA del SIGNORE;
 Al termine: riposizione dell’Eucaristia e preghiera davanti al sepolcro.
 CONFESSIONI PASQUALI: In chiesa parrocchiale dalle 9.00 alle ore 11.00; dalle 15.00 alle ore 17.30
02 Venerdì SantoOre 15.00 Chiesa parrocchiale: AZIONE LITURGICA;
 Ore 18.00 VIA CRUCIS in chiesa.
 CONFESSIONI PASQUALI: In chiesa parrocchiale dalle 9.00 alle ore 11.00; dalle 15.00 alle ore 17.30
03 Sabato SantoOre 14.30 Benedizione dei ricordi pasquali;
 Ore 18.00 Chiesa parrocchiale: VEGLIA PASQUALE
 CONFESSIONI PASQUALI: In chiesa parrocchiale dalle 9.00 alle ore 11.00; dalle 15.00 alle ore 17.30
04 DOMENICAPASQUA
 S. Messe orario Festivo: 7.30 – 10.00 – 11.00 – 18.30
05 Lunedìdell’ANGELO
 S. Messe orario Festivo: 7.30 – 10.00 – 18.30
06 MartedìConferenza S. Vincenzo (ore 14.30 Sala della comunità)
07 MercoledìRiprende la catechesi in presenza (se possibile)
08 GiovedìAdorazione eucaristica (ore 17.00 Chiesa parrocchiale)
11 DOMENICAin ALBIS
 S. Messe orario Festivo: 7.30 – 10.00 – 11.00 – 18.30
 Ore 16.00 Battesimi
13 MartedìConferenza S. Vincenzo (ore 14.30 Sala della comunità)
15 GiovedìAdorazione eucaristica (ore 17.00 Chiesa parrocchiale)
18 DOMENICAIII DOMENICA DI PASQUA
 S. Messe orario Festivo: 7.30 – 10.00 – 11.00 – 18.30
20 MartedìConferenza S. Vincenzo (ore 14.30 Sala della comunità)
22 GiovedìAdorazione eucaristica (ore 17.00 Chiesa parrocchiale)
25 DOMENICAIV DOMENICA DI PASQUA
 S. Messe orario Festivo: 7.30 – 10.00 – 11.00 – 18.30
 Ore 16.00 Battesimi
27 MartedìConferenza S. Vincenzo (ore 14.30 Sala della comunità)
29 GiovedìAdorazione eucaristica (ore 17.00 Chiesa parrocchiale)
30 VenerdìOggi esce il notiziario parrocchiale di Marzo
Marzo 2021

Marzo 2021

01 LunedìSCUOLA DI COMUNITÀ: catechesi adulti (in chiesa parr.: ore 8.30 e ore 17.30)
02 MartedìConferenza S. Vincenzo (ore 14.30 Sala della comunità)
04 GiovedìAdorazione eucaristica (ore 17.00 Chiesa parrocchiale)
05 VenerdìVia Crucis (ore 07.30 – 17.30 Chiesa parrocchiale)
07 DOMENICAIII del TEMPO di QUARESIMA
 S. Messe orario Festivo: 7.30 – 10.00 – 11.00 – 18.30
08 LunedìSCUOLA DI COMUNITÀ: catechesi adulti (in chiesa parr.: ore 8.30 e ore 17.30)
09 MartedìConferenza S. Vincenzo (ore 14.30 Sala della comunità)
11 GiovedìAdorazione eucaristica (ore 17.00 Chiesa parrocchiale)
12 VenerdìVia Crucis (ore 07.30 – 17.30 Chiesa parrocchiale)
14 DOMENICAIV del TEMPO di QUARESIMA
 S. Messe orario Festivo: 7.30 – 10.00 – 11.00 – 18.30
15 LunedìSCUOLA DI COMUNITÀ: catechesi adulti (in chiesa parr.: ore 8.30 e ore 17.30)
16 MartedìConferenza S. Vincenzo (ore 14.30 Sala della comunità)
18 GiovedìAdorazione eucaristica (ore 17.00 Chiesa parrocchiale)
19 VenerdìVia Crucis (ore 07.30 – 17.30 Chiesa parrocchiale)
21 DOMENICAV del TEMPO di QUARESIMA
 S. Messe orario Festivo: 7.30 – 10.00 – 11.00 – 18.30
22 LunedìSCUOLA DI COMUNITÀ: catechesi adulti (in chiesa parr.: ore 8.30 e ore 17.30)
23 MartedìConferenza S. Vincenzo (ore 14.30 Sala della comunità)
25 GiovedìAdorazione eucaristica (ore 17.00 Chiesa parrocchiale)
26 VenerdìVia Crucis (ore 07.30 – 17.30 Chiesa parrocchiale)
27 SabatoVIGILIA DELLE PALME
CONFESSIONI PASQUALI: In chiesa parrocchiale dalle 16.00 alle ore 18.00
 Oggi esce il notiziario parrocchiale di Marzo
28 DOMENICAdelle PALME
 S. Messe orario Festivo: 7.30 – 10.00 – 11.00 – 18.30
29 Lunedì SantoCONFESSIONI PASQUALI: In chiesa parrocchiale prima delle S. Messe delle ore 8.00 – 18.00
31 Mercoledì SantoOre 7.30 e 17.30 Via Crucis
CONFESSIONI PASQUALI: In chiesa parrocchiale prima delle S. Messe delle ore 8.00 – 18.00
Febbraio 2021

QUARESIMA, esodo di conversione.

Era il 2020. È coinciso con l’inizio della quaresima il primo lockdown, essenziale per arginare il diffondersi della pandemia da Coronavirus. In questi giorni, a distanza di un anno, la Chiesa, con l’inizio di questa quaresima, ci invita a prepararci con cuore nuovo alla Pasqua, all’incontro con il Risorto. L’esperienza ardua, tormentata e dolorosa che stiamo sperimentando sembra che rimarchi, evidenziandolo, l’invito alla conversione intrinseco in questo tempo liturgico, quasi che questo appello non si fosse mai interrotto, ma si fosse sovrapposto al tempo pandemico. Se poi si considera la restrizione della partecipazione in presenza dei fedeli, si può affermare che sono oramai quasi due anni che “non facciamo la Pasqua”. E così, ora, ci auguriamo che l’’inizio di questa quaresima possa rappresentare l’ultima tappa di un esodo di conversione che ha portato, nel presente, l’umanità ad attraversare il deserto della sofferenza, del lutto, dell’indifferenza, nell’incertezza con una speranza debole, dai tratti fragili. 

È bene, dunque, incamminarsi custodendo, conservandola, la speranza e orientandoci con fede verso il Mistero della morte e resurrezione di Gesù, cuore dell’esperienza cristiana personale e comunitaria. Riscopriamo, così, nella fatica la gioia del cristiano, gioia  che scaturisce dal riaccogliere nell’attualità dell’oggi l’annuncio evangelico. E riconfermiamo la nostra professione di credenti, noi che nell’esperienza quotidiana stiamo verificando un certo diffuso inganno che  riterrebbe la vita originata da noi e determinata dalle nostre decisioni, omettendo e volutamente ignorando che  in realtà essa nasce solo dall’amore di Dio Padre, dalla Sua volontà di dare la vita in abbondanza, dall’incontro con Lui e tra di noi. Papa Francesco scrive: “Dio non ci chiede nulla che prima non ci abbia donato. Lui non è indifferente a noi. Ognuno di noi gli sta a cuore, ci conosce per nome, ci cura e ci cerca quando lo lasciamo. Ciascuno di noi gli interessa; il suo amore gli impedisce di essere indifferente a quello che ci accade”. Camminare verso la Pasqua è, allora, vincere l’indifferenza, vivere d’incontri e aprirci al dono della conversione. 

La Pasqua sia esperienza di accoglienza nell’incontro con il Mistero che è Dio con l’uomo, originato dalla parola rivolta da Gesù ai primi discepoli “Venite e vedrete” (Gv. 1, 39). L’incontro con il Risorto non sarà solo un’esperienza del futuro, di un giorno che verrà con la Pasqua, ma è un evento che si verifica già oggi, nel quotidiano. Paradossalmente, mai come in questa esperienza di pandemia, con tutto ciò che essa comporta in termini di criticità, possiamo essere protagonisti di relazioni, sentire pronunciato da Gesù il nostro nome, come quello di ciascuno; il “Tu” quale esperienza che sta al sorgere di ogni incontro nel “Noi”: l’esserci con la nostra identità, le nostre differenze e i nostri limiti, insieme. Tuttavia non basta un incontro per vivere insieme, ciò avverrà solo a condizione di accettare liberamente che l’incontro “accada di nuovo”. Ecco la sfida: superare l’indifferenza con l’incontro, per giungere così a relazioni solidali, all’amicizia, personale e sociale, che si manifesterà poi solo a condizione che questo venga in seguito testimoniato. Un’esperienza significativa, infatti, non può né deve essere taciuta: “Abbiamo incontrato il Messia” (Gv. 1, 41). La vita è l’arte dell’incontro: lo vuole Dio che da sempre vive d’incontro con il suo popolo. Anche in questo tempo di pandemia Dio ci incontra, ci conosce per nome. Ci chiede di vivere di incontri con gli altri e di farlo non nel vuoto asettico, ma piuttosto nella quotidianità, dentro l’esodo che stiamo vivendo, testimoniando che Lui cammina con noi, e che noi siamo il suo Popolo.

don Francesco Poli

Febbraio 2021

Febbraio 2021

01 LunedìSCUOLA DI COMUNITÀ: catechesi adulti (in chiesa parr.: ore 8.30 e ore 17.30)
02 MartedìCandelora
 Conferenza S. Vincenzo (ore 14.30 Sala della comunità)
03 MercoledìFesta di S. Biagio martire
05 VenerdìAdorazione eucaristica (ore 17.00 Chiesa parrocchiale)
07 DOMENICAV del TEMPO ORDINARIO – FESTA S. GIOVANNI BOSCO
 S. Messe: ore 7.30 – 10.00 (con i ragazzi I – II – V anno IC) – 11.00 (con i ragazzi III – IV anno IC ) – 18.30 (Con i ragazzi VI anno IC)
 PRESENTAZIONE FANCIULLI MESSA DI Iª COMUNIONE (ore 11.00 chiesa parr.)
08 LunedìSCUOLA DI COMUNITÀ: catechesi adulti (in chiesa parr.: ore 8.30 e ore 17.30)
09 MartedìConferenza S. Vincenzo (ore 14.30 Sala della comunità)
11 GiovedìB. Vergine di Lourdes – Giornata dell’ammalato
 Adorazione eucaristica (ore 17.00 Chiesa parrocchiale)
14 DOMENICAVI del TEMPO ORDINARIO
 S. Messe: ore 7.30 – 10.00 (con i ragazzi I – II – V anno IC) – 11.00 (con i ragazzi III – IV anno IC ) – 18.30 (Con i ragazzi VI anno IC)
15 LunedìSCUOLA DI COMUNITÀ: catechesi adulti (in chiesa parr.: ore 8.30 e ore 17.30)
16 MartedìConferenza S. Vincenzo (ore 14.30 Sala della comunità)
19 Venerdì19 – 21 TRIDUO DEI MORTI (Programma a parte)
 Oggi esce il notiziario parrocchiale di Febbraio
21 DOMENICAI del TEMPO di QUARESIMA – Chiusura Triduo dei morti
 S. Messe: ore 7.30 – 10.00 (con i ragazzi I – II – V anno IC) – 11.00 (con i ragazzi III – IV anno IC ) – 18.30 (Con i ragazzi VI anno IC)
22 LunedìSCUOLA DI COMUNITÀ: catechesi adulti (in chiesa parr.: ore 8.30 e ore 17.30)
23 MartedìConferenza S. Vincenzo (ore 14.30 Sala della comunità)
25 GiovedìAdorazione eucaristica (ore 17.00 Chiesa parrocchiale)
26 VenerdìVia Crucis (ore 07.30 – 17.30 Chiesa parrocchiale)
28 DOMENICAII del TEMPO di QUARESIMA
 S. Messe orario Festivo: 7.30 – 10.00 – 11.00 – 18.30
Gennaio 2021

LO SGUARDO SIA OLTRE PER ORIENTARE IL CAMMINO

Il passaggio al nuovo anno, nella fase di declino della pandemia in cui auspichiamo di trovarci, ci sollecita a tentare una riflessione, se pur provvisoria. Siamo impazienti, desideriamo ardentemente che si risolva in maniera risolutiva l’emergenza sanitaria in atto, per ritornare all’ordine abituale. Ma considerare quello che è accaduto solo come un “incidente di percorso”, significa non aver colto il senso, la rilevanza profonda dell’“emergenza” che, già  nella sua etimologia, include, indubbiamente, oltre la necessità di superare una fase di drammatico pericolo, anche quella di far emergere ciò che era nascosto. Far emergere – appunto – ciò che da tempo era già presente nel fluire delle cose, anche se non era consapevolmente  percepito. Quel malessere esistenziale diffuso e radicato della società, sintomo di una patologia  mortale, alimentata dalla bramosia di possesso che ha infettato l’umanità e da cui potremo liberarci solo con dei cambiamenti strutturali profondi, come ci sollecita papa Francesco: il ritorno alla normalità sarà possibile solo attraverso una transizione o forse meglio una rivoluzione culturale e spirituale piuttosto che una restaurazione.

Gli eventi tragici vissuti nei mesi della pandemia, ci hanno indotti a riconoscere come, nel villaggio globale che l’umanità tenta faticosamente di rianimare, ci sia stata soprattutto impreparazione insieme all’effetto sorpresa. Molteplici le carenze emerse nell’emergenza sanitaria: di personale medico, di posti letto in terapia intensiva, di strumenti di protezione individuale, di pianificazione e programmazione emergenziale, di risorse… I cittadini che a buon diritto credevano nell’efficienza del nostro modello di Welfare, (ospedali come presidi sanitari di eccellenza) e nel consulto di strutture sanitarie per le idonee decisioni inerenti la loro salute, si sono purtroppo improvvisamente ritrovati senza possibilità di “parola” di fronte all’emergenza. La corsa, la sosta esterna, l’attesa nei Pronto soccorso degli ospedali, la ghettizzazione e l’isolamento coatto,

fino alla guarigione o alla morte dei malati di Covid 19, ha mostrato l’aspetto più inquietante della gestione: un’organizzazione sanitaria (censita al secondo posto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per la sanità pubblica), polarizzata su ospedali rivelatesi vere e proprie “cattedrali nel deserto”, presidi di cura che, a livello territoriale e domiciliare, hanno palesato drammatiche debolezze. Una narrazione che si è rivelata una “fuffa” circa il dovere di coinvolgere malati e familiari nelle decisioni inerenti le terapie a cui essere sottoposti. 

Ecco cosa si intravede emergere dall’alveo di questa emergenza sanitaria: la sicurezza che dava l’ospedale si è incrinata. Ciò di cui ci vantavamo e di cui mai avremmo pensato di dubitare: l’efficienza e la qualità dei nostri luoghi di cura, ben suddivisi e coordinati, sembrano non assolvere alle urgenze della tempesta di Covid-19 e quindi da ripensare completamente. Scienza, tecnologia e medicina: il futuro che desideriamo e che ancora ci viene raccontato essere splendido e vincente, fatto di green e innovazione, da solo, non potrà bastare, anzi, se enfatizzato, potrebbe piuttosto essere dannoso all’obiettivo del bene comune. Non è bastato il balzo in avanti realizzato dalla globalizzazione negli ultimi decenni: nei giorni del Coronavirus i convogli militari visti con i nostri occhi sulle strade della citta, con i loro carichi di morti, ci hanno fatto rievocare altri carri, di manzoniana memoria, che passavano tra le vie carichi di cadaveri appestati. La devastazione ad opera dell’epidemia sta facendo emergere questioni sociali enormi, complesse, stratificate nel tempo, urgenti e pure dimenticate a lungo nel graduale, progressivo disgregarsi della società post-moderna. Non abbiamo voluto consapevolmente prendere atto del profilo di cura che la Terra e gli umani richiedono per essere davvero “fratelli tutti”. Quello che eufemisticamente è stato definito “nuovo modello di sviluppo” o “nuovo ordine mondiale” a venire, si sta rivelando piuttosto, così come lo abbiamo alimentato nella narrazione recente, una trappola. Un nuovo modo di interpretare uno spartito più volte eseguito da sistemi di potere, consolidati, desiderosi solo di riciclarsi in nuovi assetti che li confermino e li garantiscano. Sarà opportuno prendere in esame questioni importanti, non ultimo il sistema di prevenzione e protezione di fronte ad un’emergenza sanitaria, lasciato senza attuazione, come denunciava a fine 2019 il Global Preparedness Monitoring Board: i massimi esperti mondiali di salute pubblica di vari paesi pronosticavano da tempo che un virus avrebbe potuto uccidere milioni di persone in poco tempo.  Ora è tempo di un primo bilancio e ci domandiamo dove si collochi la dimensione spirituale nel nuovo scenario globale. La spiritualità appare assente nel villaggio globale che ci accoglie, l’umanità sembra impaurita, spaesata e preoccupata, all’avvio di una nuova stagione di responsabilità sociali capaci di promuovere un futuro che vorremmo più fraterno e solidale. Quello spirituale appare come un tema non “politicamente corretto” nel tempo dell’intelligenza artificiale. Inaspettatamente però, nella promozione del nuovo scenario globale post-pandemia oltre alle misure di programmazione, di previsione e all’esperienza che ci fa apprendere dalle calamità, percepiamo quanto vitale sia il vissuto umano nelle relazioni di reciprocità, sentiamo forte il bisogno di attingere soprattutto a risorse di primaria importanza, beni immateriali quali la dimensione spirituale, quella relazionale e quella culturale.

  La Chiesa, in questi cambiamenti epocali, sta giocando una partita inedita, dagli esiti incerti. Essa, nelle sue articolazioni territoriali, è chiamata per vocazione, e ora anche per necessità, a dare corpo alla spiritualità evangelica là dove la vita accade. La Chiesa si trova infatti ad affrontare nell’emergenza sanitaria anche una seconda emergenza, quella pastorale. Il confinamento in casa, con il divieto assoluto di spostamenti, ha sottratto alla comunità cristiana, fin dall’inizio della pandemia, il suo corpo di carne viva – il popolo credente – impedito a radunarsi per la pratica cristiana, anche per celebrare la liturgia eucaristica culmine e fonte della vita credente. Si è così improvvisamente posta la parola fine a una stagione pastorale che ha interpretato negli ultimi decenni sia la crisi del modello di cristianità sia la stagione promettente del Vaticano II. Su questa pastorale sembra calare ora definitivamente il sipario. Aspettiamoci commenti pro o contro, considerazioni e proposte… Dai “resti” di quella pastorale sta prendendo forma e vigore una certa “pastorale del Web” che nei mesi di lockdown si è diffusa con facilità e fantasia portando le parrocchie nell’oltremondo di internet. La facilità, la velocità e talora la superficialità di questa migrazione, insieme ai graditi effetti immediati, rende ancor di più evidente l’incognita di una riflessione sulla pastorale del futuro. Oggi vediamo una certa pastorale emanciparsi grazie alle nuove tecnologie e portarsi là dove sono milioni di possibili destinatari; ma non è detto che là dove ci sia più gente sia il posto migliore. Si ha quasi l’impressione che l’operazione sia stata il semplice trasferimento di contenuti della pastorale in presenza per caricarli sul Web, creando così una copia digitale dell’ “eterogeneità pastorale” rivisitata grazie alla produzione artigianale di chiunque. 

La questione che sembra porsi a questo punto è essenziale alla spiritualità della comunità cristiana che per essere tale ha bisogno di incontrarsi in presenza per celebrare i sacramenti. Come affrontare l’equivoco che vede l’allestimento di una “Chiesa digitale” dentro l’oltremondo e questo metterlo in alternanza con il mondo reale, fino ad allestire un unico sistema di realtà formato dalle due dimensioni? Come rimbalzare tra mondo reale e mondo virtuale – digitale ricamando una trama che potremmo chiamare realtà del vissuto ecclesiale? Come far passare la pastorale attraverso il mondo digitale per arricchire di senso e gestire meglio la vita spirituale della comunità credente? Serve una nuova postura del credente per mettere in connessione mondo reale e mondo digitale. Una spiritualità all’altezza dell’homo technologicus: uomo – tastiera – schermo logo della nostra civiltà. La sfida per la spiritualità del futuro è più complessa, deve infatti coinvolgere realtà di due diverse entità: il mondo reale e quello virtuale. La spiritualità credente che sta prendendo forma in questo tempo di pandemia è tuttora come in gestazione. Prende il via da una “spiritualità di comunità” che nella malattia si è fatta povera ed essenziale nell’evangelo, testimoniata anche nell’impossibilità di nutrirsi all’eucaristia domenicale: l’ascolto della Parola e lo spezzare il Pane Vivo. Una spiritualità alla ricerca di nuove forme espressive nella realtà di fragilità e precarietà dell’umano: nelle famiglie con i bambini, con gli adolescenti e i giovani, con le persone ammalate, anziani ospiti nelle RSA che soffrono  rassegnati la solitudine, con chi muore senza il conforto dei familiari e dei sacramenti. Ci attende, come battezzati, un compito spirituale immenso e inedito, a partire dal nostro vissuto umano attraversato dalla pandemia e con la responsabilità ecclesiale di saper cogliere alla base di ogni storia personale e comunitaria l’umano. “Diventare umani” ecco ciò che ci è davvero necessario. Voler assumere personalmente e comunitariamente i tratti di una rinascita spirituale che riteniamo irrinunciabile, per avere anche nel futuro gli stessi lineamenti del Volto di Gesù di Nazareth.

don Francesco Poli

Gennaio 2021

Gennaio 2021

01 VENERDÌCAPODANNO: S. MARIA MADRE DI DIO
 S. Messe orario Festivo:
 7.30 – 10.00 – 11.30 – 18.30
03 DOMENICAII di NATALE
 S. Messe orario Festivo:
 7.30 – 10.00 – 11.30 – 18.30
06 MERCOLEDÌEPIFANIA DEL SIGNORE
 S. Messe orario Festivo:
 7.30 – 10.00 – 11.30 – 18.30
10 DOMENICABATTESIMO DI GESÙ
 S. Messe orario Festivo:
 7.30 – 10.00 – 11.30 – 18.30
11 LunedìRiprende la Catechesi in gruppi in Oratorio
12 MartedìRiprende la Catechesi in gruppi in Oratorio
13 MercolediRiprende la Catechesi in gruppi in Oratorio
17 DOMENICAII dell’ANNO FESTA DI S. ANTONIO Benedizione degli animali
 S. Messe orario Festivo:
 7.30 – 10.00 – 11.30 – 18.30
18 LunedìConferenza S. Vincenzo (ore 14.30 Sala della comunità)
21 GiovedìAdorazione eucaristica (ore 17.00 Chiesa parrocchiale)
22 VenerdìOggi esce il notiziario parrocchiale di Gennaio
24 DOMENICAIII DEL TEMPO ORDINARIO
 S. Messe orario Festivo:
 7.30 – 10.00 – 11.30 – 18.30
 Apertura SETTIMANA S. GIOVANNI BOSCO
25 LunedìSCUOLA DI COMUNITÀ: catechesi adulti (in chiesa parr.: ore 8.30 e ore 17.30)
26 MartedìConferenza S. Vincenzo (ore 14.30 Sala della comunità)
28 GiovedìAdorazione eucaristica (ore 17.00 Chiesa parrocchiale)
 DAL 31 GENNAIO: FESTE IN OCCASIONE DEL RICORDO DI S. GIOVANNI BOSCO PATRONO E PROTETTORE DELL’ORATORIO (Fino al 07 febbraio p.v. con programma parte)
31 DOMENICAIV DEL TEMPO ORDINARIO
 SETTIMANA S. GIOVANNI BOSCO “Arrivo” statua don Bosco (ore 9.50 oratorio)
 S. Messe orario Festivo:
 7.30 – 10.00 – 11.00 – 18.30
Dicembre 2020

È NATALE

A BETLEMME DI CASA NOSTRA

Venne ad abitare in mezzo a noi. (Gv. 1, 14)

Un imprevisto è la sola speranza. E. Montale

Dov’è Betlemme? Dove mai possiamo collocare, per potercisi recare, questo minuscolo villaggio che ha dato i natali a Gesù, il Messia? C’è infatti ancora chi sente il desiderio di sostare con speranza accanto al Bambino in questo Natale di sofferenze. La pandemia ci induce a guardare con disincanto la Betlemme del presepe, quello stesso disincanto con cui guardiamo il mondo e l’esperienza umana, cercando nella storia il fallimentare di generazioni illuse. Tuttavia viviamo esperienze di relazioni capaci di valore e di senso dentro la precarietà che sta segnando la vita e la società in modo inedito. 

Il tempo presente che siamo attraversando, avendone provato anche la dimensione fragile e tragica, chiede con forza ai cristiani che vogliono vivere il Natale dell’incontro con Dio e con i fratelli tutti, di lasciarsi illuminare dalla fede per abitare spiritualmente le Betlemme di oggi: quegli spazi e quei tempi del vivere in cui si manifesta la presenza divina che sta là dove acconsentiamo che prenda casa il Servo dell’Amore. È questa la Betlemme del Natale di Gesù.  

Stare a Betlemme, quest’anno, richiede la capacità e la volontà di stare nell’imprevista precarietà servendo la vita. Quella vita che è il Mistero stesso del Bambino Gesù, e che dà inizio a una vita, la nostra, cha ha a cuore l’umano e le sue relazioni. Un impegno rinnovato che attinge energia dal Natale per orientarci nel servizio alla buona qualità delle relazioni interpersonali, come anche alla testimonianza umile e costante di questa speranza nella vita umana liberata dalla pesantezza di tutto ciò che la mortifica.

Abitare Betlemme è entrare nella Tenda della vita, luogo dell’incontro con Dio e con gli altri. La vita, nonostante sia caratterizzata da innumerevoli scontri, è l’arte dell’incontro. Il Natale che viviamo, oggi come ieri, ci chiede di adoperarci, in ogni tempo e senza sosta, per promuovere e costruire un’autentica e nuova vita comunitaria come alternativa alla solitudine, o peggio, all’isolamento. Un distanziamento, quello a cui siamo sottoposti dalle misure sanitarie cautelari, che rischia di generare lontananza e sospetto nei confronti dell’altro. Distanziati si vive male. Il Natale della nostra Betlemme ci consenta, invece, di recuperare la nostalgia della vicinanza e dell’incontro. Proprio l’imprevisto della natività del Figlio di Dio, riconosciuto e accolto nella fede, renda evidente la coscienza di solidarietà che lega gli esseri umani in una fraternità senza frontiere. La cura che Dio ci manifesta in questo Natale donandoci il Figlio, favorisca tra noi la rigenerazione dei rapporti umani.

don Francesco Poli

Dicembre 2020

Dicembre 2020

01 Martedì Conferenza S. Vincenzo (ore 14.30 Casa della comunità)
06 Venerdì Adorazione eucaristica (ore 17.00 Chiesa parrocchiale)
06 DOMENICA II di AVVENTO
 S. Messe orario Festivo:
 7.30 – 10.00 – 11.30 – 18.30
07 Lunedì Vigilia Festa Immacolata
 Tempo per le CONFESSIONI ore 9.00 – 11; ore 16.00 – 18.00
 ADORAZIONE EUCARISTICA ore 19.00 – S. Messa festiva (ore 20.00)
08 MARTEDÌ IMMACOLATA CONCEZIONE DI MARIA
 S. Messe orario Festivo:
 7.30 – 10.00 – 11.30 – 18.30
10 Giovedì Adorazione eucaristica (ore 17.00 Chiesa parrocchiale)
13 DOMENICA III di AVVENTO
 S. Messe orario Festivo:
 7.30 – 10.00 – 11.30 – 18.30
14 Lunedì SCUOLA DI COMUNITÀ – catechesi adulti (in Chiesa parrocchiale: ore 8.30 e ore 17.30)
15 Martedì Conferenza S. Vincenzo (ore 14.30 Casa della comunità)
17 Giovedì Inizio novena S. Natale
 Adorazione eucaristica (ore 17.00 Chiesa parrocchiale)
18 Venerdì Oggi esce il notiziario parrocchiale di Dicembre
19 Sabato Ore 9.30 – 11.00 e 16.00 – 18.00 SPAZIO CONFESSIONI (in Chiesa)
20 DOMENICA IV di AVVENTO
 FESTA del DONO
 S. Messe orario Festivo:
 7.30 – 10.00 – 11.30 – 18.30
 PREGHIERA GRUPPI ADOLESCENTI (sera)
21 Lunedì Ore 8.30 – 10.30 e 17.00 – 18.00 SPAZIO CONFESSIONI (in Chiesa)
22 Martedì Ore 8.30 – 10.30 e 17.00 – 18.00 SPAZIO CONFESSIONI (in Chiesa)
23 Mercoledi Ore 8.30 – 10.30 e 17.00 – 18.00 SPAZIO CONFESSIONI (in Chiesa)
24 Giovedì Ore 8.30 – 11.30 e 15.00 – 18.00 SPAZIO CONFESSIONI (in Chiesa)
 Ore 17.00 Chiesa parrocchiale S. MESSA DELLA VIGILIA DI NATALE
 Ore 19.30 Chiesa parrocchiale – VEGLIA DI NATALE
 Ore 20.00 S. MESSA DI NATALE
25 VENERDÌ S. NATALE
 S. Messe orario Festivo:
 7.30 – 10.00 – 11.30 – 18.30
 ore 18.00 S. Rosario
26 Sabato S. STEFANO martire
 S. Messe orario Festivo:
 7.30 – 10.00 – (non alle ore 18.30!) – 20.00 Prefestiva
 ore 18.00 S. Rosario
27 DOMENICA Sacra Famiglia di Nazareth
 S. Messe orario Festivo:
 7.30 – 10.00 – 11.30 – 18.30
31 Giovedì MESSA FESTIVA CAPODANNO 2021 e TE DEUM di ringraziamento
ORE 18.30 in Chiesa parrocchiale