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Novembre 2021

Il Creato a rischio chiede responsabilità

Purtroppo, i segnali sempre più allarmanti che la Terra manda agli uomini non ricevono quell’attenzione immediata e urgente che meriterebbero; sembra quasi che l’attenzione sia passeggera, temporanea, ma non produca quegli interventi che invece necessiterebbero; sono grida sempre più disperate che, per mille ragioni e convenienze, solo apparentemente comprensibili, non vengono ascoltate: una sorta di ecologismo di facciata, che, ahimè, lascia il tempo che trova. Il grande interrogativo, che dovrebbe sollecitare tutti indistintamente, è: la Terra si salverà e in quali condizioni? 

È incoraggiante aver appreso che i capi di Stato e di governo del mondo, riuniti per la COP 26 a Glasgow, intendono prepotentemente riportare i loro paesi ad essere leaders nella lotta ai cambiamenti climatici. Nei giorni del nuovo drammatico rapporto shock dell’ONU, il Presidente USA ha inviato un chiaro monito a Paesi come la Cina e l’India: “Non possiamo più aspettare, i segnali sono inequivocabili. La scienza è incontrovertibile e i costi del non agire continuano a crescere”. Un appello che arriva anche all’Europa, con tutti i governi compatti nel ribadire che non c’è più tempo da perdere per salvare il Pianeta. “Basta ritardi! Servono azioni ambiziose ed immediate. E tutti i paesi, soprattutto le principali economie, devono fare la loro parte; devono fare tutto ciò che è essenziale per invertire decisamente la rotta in questo cruciale decennio”.

Si impone oggi, in un contesto non solo ecclesiale, un riesame critico di come la cultura attuale ha affrontato la modernità. Siamo tutti consapevoli che ci sono stati dei limiti interpretativi, che si è pensata la creazione troppo spesso come realtà senza la bellezza e la dignità di creatura di Dio, come comportamento pratico, quando si è trasformato l’uomo in un essere arrogante che mirava al dominio del mondo, della natura, della creazione. L’uomo, al contrario, non va pensato come il padrone del mondo in funzioni di dominio, ma come custode della creazione che partecipa al suo perfezionamento: quindi il nuovo dialogo tra creazione ed essere umano deve essere colto come la via maestra da seguire. Anche la Chiesa con i suoi numerosi interventi, in particolare in Caritas in Veritate di Papa Benedetto XVI, insiste sull’ispirazione che ha la bellezza del cosmo e chiede all’uomo un’apertura ad una nuova ecologia umana che miri a “rifare l’uomo” e a conciliare la creazione all’ambiente.

Altra grande questione è quella del rapporto tra etica e futuro. Ci troviamo in un preciso contesto storico: in questi ultimi decenni a livello globale si sente la necessità di uscire dalla crisi della modernità, di superarne i limiti di meccanicismo, di economicismo, di antropocentrismo, di utilitarismo, che sono stati innalzati ad una fragile egemonia, già carente di una radicata consistenza morale e culturale. Per dirla con le parole di uno dei grandi pensatori del secolo scorso, Henri Bergson, “appare con tutta evidenza l’esigenza di illuminare il cammino della tecnica e dei suoi processi con un supplemento d’anima”: un’esigenza quindi di primato etico-spirituale. Il cambiamento climatico e l’uso improprio del territorio rappresentano, al presente, un grave ed impegnativo problema per ognuno di noi. Investono la vita dell’intero pianeta. La terra e tutti i suoi ecosistemi costituiscono un dono prezioso che abbiamo ricevuto e che dev’essere trasmesso in modo corretto alle future generazioni. 

Di fronte alle sfide globali – economiche, ambientali o di ogni altro genere – siamo chiamati a vivere in modo da mostrare i valori del bene comune e il nostro rispetto verso la natura e verso tutto il Creato. In un mondo dotato di risorse naturali “non illimitate” dobbiamo promuovere uno stile di vita che prevenga (ecco il discorso della prevenzione nel suo senso più alto) ogni forma di spreco e di abuso verso la natura, che favorisca una doverosa e saggia amministrazione di tutte le risorse. Le problematiche discusse e le sfide da affrontare con gli effetti dei cambiamenti intervenuti non hanno a che fare solo con gli aspetti tecnici. Etica, cultura e religione sono elementi sostanziali di un franco stile di vita e devono essere tenuti in conto, se si vuole assicurare uno sviluppo umano integrale. Soltanto con un’ecologia realmente umana, che tenga conto dei diritti, ma anche delle responsabilità che abbiamo gli uni verso gli altri, si promuoverà un’integrale educazione ecologica. In questa prospettiva il tema centrale per il presente e il futuro è riuscire a fare in modo che l’umanità possa vivere in maniera dignitosa ed equa senza distruggere irrimediabilmente i sistemi naturali.

La drammaticità della situazione globale esige quindi una rinnovata alleanza tra scienza, tecnica, etica, arte e spiritualità per la costruzione di un progetto unitario del genere umano al fine di affrontare efficacemente la questione decisiva della propria sopravvivenza.

A fronte della sfida globale che oggi ci aspetta, il profilo etico che emerge è riassumibile in alcune parole sintetiche ma, al contempo, estremamente significative: vogliamo impegnarci non a dominare, ma a prenderci cura, migliorare, comprendere. Ebbene, qual è allora la nuova piattaforma di valori che tutti insieme dobbiamo costruire affinché ispiri e guidi la nostra presenza sul pianeta e quindi le nostre riflessioni anche dell’oggi? La concezione del pianeta come “la casa comune” dell’umanità, di cui noi umani siamo ospiti e non padroni o possessori come per secoli abbiamo pensato. Allora il ruolo dell’uomo qual è? Non più quello che i greci chiamavano l’uomo di prepotenza, bensì la misura, la sobrietà, nonché l’attenzione alla bellezza del creato, della mente e dello spirito che lo innalzano a custodia del creato; e allora l’abitare dell’uomo, il suo operare all’interno del mondo della tecnica si presenta e deve presentarsi sempre di più in modo non invasivo, che non spoglia e saccheggia i beni della natura, ma che si inserisce, piuttosto, nel ritmo della natura e della sua evoluzione in dialogo alla ricerca delle compatibilità necessarie. Ultimo, ma non per importanza, l’impegno a salvaguardare sistemi, biodiversità, beni naturali (acqua, aria, terra, foreste), beni di cultura e intelletto.

La Chiesa invoca quindi un’etica umana che coinvolga un nuovo rispetto verso la creazione e verso le forme di vita, contemporaneamente verso una nuova solidarietà per le popolazioni più indigenti con l’assunzione di responsabilità dell’uomo che metta al centro l’impegno di uno sviluppo sostenibile per le generazioni future. È una responsabilità etica, di cui tutti siamo attori e a cui nessuno può sottrarsi e che perciò comporta una riflessione sul comportamento operativo dell’uomo nell’ottica dell’obbligo di rispondere delle proprie azioni e di quelle di altri. Questa responsabilità appare la risposta più attrezzata per fronteggiare quel disagio della civiltà che è anche espressione di un’inadeguatezza del modo di pensare e delle pratiche di vita nei confronti delle sfide che l’attuale sviluppo economico del mondo c’impone.

don Francesco Poli

Novembre 2021

Dicembre 2021

03 VenerdìAdorazione eucaristica (ore 17.00 Chiesa parr.)
05 DOMENICAII di AVVENTO
 S. Messe orario Festivo: 7.30 – 10.00 – 11.00 – 18.30.
 INCONTRO GRUPPI ADO (Ado 2009 – 2008 dalle 18.00 alle 20.00; Ado 2007- 2006 dalle 19.00 alle 20.30)
06 LunedìSCUOLA DI COMUNITÀ – catechesi adulti (in chiesa parr.: ore 8.30 e ore 17.30)
07 MartedìVigilia Festa Immacolata
 Tempo per le CONFESSIONI ore 16.00 – 18.00
 S. Messa festiva (ore 20.00)
08 MERCOLEDÌIMMACOLATA CONCEZIONE DI MARIA
 S. Messe orario Festivo: 7.30 – 10.00 – 11.00 – 18.30.
09 GiovedìAdorazione eucaristica (ore 17.00 Chiesa parr.)
12 DOMENICAIII di AVVENTO
 S. Messe orario Festivo: 7.30 – 10.00 – 11.00 – 18.30.
 INCONTRO FIDANZATI – SPOSI 2022 (Chiesa parr. s. Messa ore 18.15. Poi in Sala parr.)
13 LunedìSCUOLA DI COMUNITÀ – catechesi adulti (in chiesa parr.: ore 8.30 e ore 17.30)
14 MartedìConferenza S. Vincenzo (ore 14.30 Sala della comunità)
16 GiovedìAdorazione eucaristica (ore 17.00 Chiesa parr.)
17 VenerdìInizio novena S. Natale
 Oggi esce il notiziario parrocchiale di Novembre
19 DOMENICAIV di AVVENTO
 FESTA DEL DONO
 S. Messe orario Festivo: 7.30 – 10.00 – 11.00 – 18.30.
 INCONTRO GRUPPI ADO (Ado 2009 – 2008 dalle 18.00 alle 20.00; Ado 2007- 2006 dalle 19.00 alle 20.30)

(NB. Questo calendario pastorale può subire modifiche. Riferirsi nel dettaglio al Foglio settimanale degli avvisi).

Novembre 2021

Novembre 2021

01 LUNEDÌSOLENNITÀ DI TUTTI I SANTI
 S. Messe orario Festivo: 7.30 – 10.00 – 11.00 – 18.30.
 ore 15.00 VESPRO E POI… AL CIMITERO
02 MARTEDÌCOMMEMORAZIONE DEI DEFUNTI
 S. Messe: 8.00 – 10.00 – 20.00 (Solenne); ore 15.00 nel cimitero;
 Conferenza S. Vincenzo (ore 14.30 Sala della comunità)
04 GiovedìGr. Animatori (ore 21.00 oratorio)
05 VenerdìAdorazione eucaristica (ore 17.00 Chiesa parr.)
06 SabatoOre 16.00 – 18.00 in Chiesa: Confessioni adulti
07 DOMENICADOMENICA XXXII del TEMPO ORDINARIO Commemorazione IV Novembre
 S. Messe orario Festivo: 7.30 – 10.00 – 11.00 (con bambini e genitori) – 18.30
09 MartedìConferenza S. Vincenzo (ore 14.30 Sala della comunità)
11 GiovedìAdorazione eucaristica (ore 17.00 Chiesa parr.)
 Gr. Animatori (ore 21.00 oratorio)
07 GiovedìAdorazione eucaristica (ore 17.00 Chiesa parrocchiale)
13 SabatoOre 16.00 – 18.00 in Chiesa: Confessioni adulti
14 DOMENICAXXXII del TEMPO ORDINARIO
 S. Messe orario Festivo: 7.30 – 10.00 – 11.00 ( con bambini e genitori) – 18.30
 Ore 18.00 oratorio Gruppi ADOLESCENTI (II – III media. Ore 19.15: I – II superiore)
 INCONTRO FIDANZATI – SPOSI 2022 (Chiesa parr. s. Messa ore 18.15. Poi in Sala parr.)
15 LunedìSCUOLA DI COMUNITÀ – catechesi adulti (in chiesa parr.: ore 8.30 e ore 17.30)
16 MartedìConferenza S. Vincenzo (ore 14.30 Sala della comunità)
18 GiovedìAdorazione eucaristica (ore 17.00 Chiesa parr.)
 Gr. Animatori (ore 21.00 oratorio)
19 VenerdìOggi esce il notiziario parrocchiale di Novembre
20 SabatoOre 16.00 – 18.00 in Chiesa: Confessioni adulti
21 DOMENICASOLENNITÀ DI CRISTO RE DELL’UNIVERSO
 S. Messe orario Festivo: 7.30 – 10.00 – 11.00 (con bambini e genitori) – 18.30
 INCONTRO FIDANZATI – SPOSI 2021 (Chiesa parr. s. Messa ore 18.15 – poi in Sala parrocchiale)
 INCONTRO GRUPPI ADO (Ado 2009 – 2008 dalle 18.00 alle 20.00; Ado 2007- 2006 dalle 19.00 alle 20.30)
22 LunedìSCUOLA DI COMUNITÀ – catechesi adulti (Chiesa parr.: ore 8.30 e ore 17.30)
23 MartedìConferenza S. Vincenzo (ore 14.30 Casa della comunità)
25 GiovedìAdorazione eucaristica (ore 17.00 Chiesa parrocchiale)
28 DOMENICAI di AVVENTO
 S. Messe orario Festivo: 7.30 – 10.00 – 11.00 – 18.30.
29 LunedìSCUOLA DI COMUNITÀ – catechesi adulti (Chiesa parr.: ore 8.30 e ore 17.30)
30 MartedìConferenza S. Vincenzo (ore 14.30 Casa della comunità)

(NB. Questo calendario pastorale può subire modifiche. Riferirsi nel dettaglio al Foglio settimanale degli avvisi).

Ottobre 2021

COSE NUOVE?
LAVORO E DIGNITÀ

Una storia d’altri tempi: 15 maggio 1891, più di centotrent’anni fa. Questo  il traguardo dalla promulgazione della Rerum novarum di Leone XIII, la prima enciclica sociale sul lavoro. Il documento scatenò un terremoto, nel mondo operaio e nella stessa Chiesa, ponendo questioni inedite quali l’aggregazione sindacale dei lavoratori e, più ancora, il raggruppamento politico dei cattolici per partecipare alla vita pubblica dello Stato, segnalando sin dall’inizio la “smodata bramosia di cose nuove” (Rerum novarum exercitata cupiditus). Il papa apriva quindi al tema della questione operaia, ma con un pregiudizio negativo verso “le novità” e le sue proposte, tutto sommato prevedibili, erano composte dentro un ordine mondiale oramai al capolinea, anche se poi si apriranno a nuove profezie. Una stagione, quella, molto diversa della nostra: una storia d’altri tempi.

Oggi, la crisi pandemica ha dato l’avvio a molteplici “cose nuove” in un conteso globale di transizione ecologica, sociale, ecclesiale; ad esse noi tutti aderiamo convintamente e non le consideriamo affatto “rerum novarum exercitata cupiditus”, ovvero “smodata bramosia di cose”. Tutt’altro, in uno stile di sostenibilità e sobrietà, le “cose nuove” con le quali oggi  ci si confronta vengono assunte con responsabile consapevolezza per il bene futuro dell’umanità e della Terra. Il nuovo scenario globale che si va definendo, i cui i temi nodali fanno presagire il percorso che deve essere intrapreso, rimane tuttavia da verificare: alla luce del Vangelo la corrispondenza tra il modello e la realtà dei fatti, e chiederci se questo modello di sviluppo globale, che ha l’ambizione di delineare un “nuovo umanesimo planetario” sia evangelico: guardi cioè concretamente al bene dell’uomo e della Terra. Infatti è sempre più evidente che tra le priorità, oggi, quella del lavoro sembra essere al più marginale; ciò ci sollecita alla responsabilità di richiamarne la centralità oltre che l’urgenza. Segno distintivo del silenzio in relazione al lavoro  è l’indifferenza attorno  alla ricorrenza – quarant’anni – dell’enciclica sociale Laborem exercens di Giovanni Poalo II sul tema del lavoro umano.

Il lavoro umano è o non è una delle “cose nuove” che nel passato, come oggi e soprattutto domani, hanno ad essere prioritarie nell’agenda globale? La risposta affermativa dovrebbe nascere spontanea e, rileggendo enciclica di Giovanni Paolo II, evidente: “L’uomo, mediante il lavoro, deve procurarsi il pane quotidiano e contribuire al continuo progresso delle scienze e della tecnica, e soprattutto all’incessante elevazione  culturale e morale della società in cui vive in comunione con i propri fratelli (L.E. 1). I quarant’anni dalla divulgazione dell’Enciclica sono trascorsi senza lasciare traccia, senza riflettere ed imparare? La questione, ancora cruciale, è quella di recuperare la centralità del lavoro umano nella sua concretezza e, per noi cristiani, alla luce della prospettiva biblica che indica, sottolineandolo, nel lavoro una delle dimensioni fondamentali dell’esistenza umana. Certamente il lavoro, che continua ad avere una sua dimensione oggettiva, l’attività umana esercitata secondo modalità sempre mutevoli e nuove, ha comunque in sé anche una dimensione soggettiva, l’uomo rimane il soggetto del lavoro. La fonte della dignità del lavoro va ricercata in origine non nella sua dimensione oggettiva, quanto in quella soggettiva. E così è palese che il primo fondamento del valore del lavoro è l’uomo stesso; ne deriva che, nella costruzione di “cose nuove”, sia necessario prima di tutto la dignità del lavoratore, che non dipende dal lavoro che svolge, e si dovrà contrastare la visione materialistica ed economicistica che tratta il lavoro umano come merce; poi si dovrà riconoscere come fondamentale, tra le “cose nuove”, la prospettiva di non ridurre l’uomo a mero strumento della produzione. Qualsiasi lavoro umano, benché comporti sempre uno sforzo, è un bene per l’uomo, sia perché grazie ad esso egli trasforma la natura, sia anche perché esso diventa “umano”, nel senso che assicura la sussistenza e implementa la coesione sociale e il bene comune. La sfida del lavoro, a partire dai giovani, appare oggi una chiave di lettura per affrontare con successo il processo di transizione verso una società più equa, solidale e fraterna. Questo solo non considerando il lavoro in senso astratto, magari sostituendolo con un reddito universale, quanto piuttosto ritenendolo umano: necessario al riconoscimento della dignità umana, che rimane nel tempo, ieri come oggi e domani, la “cosa nuova” da attuare.

don Francesco Poli

Ottobre 2021

Ottobre 2021

02 SabatoAdorazione eucaristica (chiesa parr. 17.00 – 20.30 ) e Confessioni (chiesa parr. 17.00 – 18.30)
03 DOMENICAXXVII del TEMPO ORDINARIO Festa Madonna del Rosario
 S. Messe orario Festivo: 7.30 – 10.00 – 11.00 – 17.30 SOLENNE e processione
04 LunedìCatechesi in gruppi (ore 16.30 Oratorio) Consiglio Pastorale Parrocchiale (Casa della Comunità ore 20.45)
05 MartedìConferenza S. Vincenzo (ore 14.30 Sala della comunità)
06 MercoledìCatechesi in gruppi (ore 16.30 Oratorio)
07 GiovedìAdorazione eucaristica (ore 17.00 Chiesa parrocchiale)
08 VenerdìCatechesi in gruppi (ore 16.30 Oratorio)
10 DOMENICAXXVII del TEMPO ORDINARIO
 S. Messe orario Festivo: 7.30 – 10.00 – 11.00 – 18.30
12 MartedìConferenza S. Vincenzo (ore 14.30 Sala della comunità)
14 GiovedìGruppo Biblico (ore 9.15 Oratorio) Adorazione eucaristica (ore 17.00 Chiesa parr.)
15 VenerdìCatechesi in gruppi (ore 16.30 Oratorio)
17 DOMENICAXXVIII del TEMPO ORDINARIO GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE
 S. Messe orario Festivo: 7.30 – 10.00 – 11.00 – 18.30
19 MartedìConferenza S. Vincenzo (ore 14.30 Sala della comunità)
21 GiovedìAdorazione eucaristica (ore 17.00 Chiesa parr.)
22 VenerdìCatechesi in gruppi (ore 16.30 Oratorio) Oggi esce il notiziario parrocchiale di Ottobre
24 DOMENICAXXIX del TEMPO ORDINARIO
 S. Messe orario Festivo: 7.30 – 10.00 (Cresime-ingresso solo familiari) – 11.30 (con bambini e genitori) – 18.30.
 ore 19.15 oratorio Gruppi ADOLESCENTI (III media; I – II superiore)
26 MartedìConferenza S. Vincenzo (ore 14.30 Sala della comunità)
28 GiovedìAdorazione eucaristica (ore 17.00 Chiesa parrocchiale)
 Gr. Animatori (ore 21.00 oratorio)
30 SabatoOre 16.00 – 18.00 in Chiesa: Confessioni adulti
31 DOMENICADOMENICA XXXI del TEMPO ORDINARIO
 S. Messe orario Festivo: 7.30 – 10.00 – 11.00 (con i bambini e i genitori) – 18.30.
 Ore 18.00 oratorio Gruppi ADOLESCENTI (II – III media. Ore 19.15: I – II superiore)
Settembre 2021

SIGNORE, mostrami il TUO VOLTO

“Gli rispose Gesù: «In verità, in verità ti dico, se uno non rinasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio». (Gv. 3, 3)

“L’unica gioia al mondo è cominciare. È bello vivere perché vivere è cominciare, sempre, ad ogni istante.” Cesare Pavese

Questa fase storica, fase di transizione ecologica, sociale ed ecclesiale, fase di etica ambientale sostenibile, solleva alcuni non secondari interrogativi. Uno di essi è inerente alla questione della ripartenza, o della rinascita. Questa è ritenuta da qualcuno non altro che la necessità di incominciare a rimettere a posto le cose, cioè strutturare, valutando e tutelando, il nostro ecosistema. Ora, alla luce di questa esigenza, nasce pronta la domanda: È tempo di mettere a posto le cose, o non piuttosto, innanzitutto, di comprenderle? Una questione cruciale, anche per la fede. Ciò che si è vissuto in questi mesi di pandemia con il carico di sofferenze e di lutti, ha aperto all’umanità un nuovo scenario globale in cui i temi nodali, oltre a far presagire il cammino da compiere, sollecitano un dinamismo di crescita verso un “nuovo umanesimo planetario”. 

Uno scenario in cui si intrecciano luci e ombre. Le luci sono irradiate dalla presenza nelle società di luoghi e persone che evidenziano una tensione verso i beni comuni, i valori della convivenza civile in una prospettiva multietnica e multireligiosa, nel rispetto della verità dell’umano e della Terra. Si pensi alle Istituzioni, associazioni e movimenti, laici ed ecclesiali, alle scuole, ai centri culturali, al mondo del lavoro e dell’imprenditoria, alle iniziative di carità, solidarietà e volontariato, anche giovanile. Le ombre, che talvolta prevalgono sulle luci, senza tuttavia spegnerle, sono costituite dall’indifferenza, dal disimpegno civile e religioso, dalla corruzione e dall’affarismo… Questo scenario, che la pandemia ci ha ancor più palesato consegnandocelo, suscita interrogativi sul presente e sul futuro sia delle società civili sia di quelle ecclesiali.

L’approvazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) che mette a disposizione ragguardevoli risorse economiche, la voglia di superare e di dimenticare la drammatica vicenda del Coronavirus che ci ha colpito, ci spingono, anche con una certa euforia, verso “un mondo nuovo”. Un mondo, come da più parti si sottolinea, green e digitale, il mondo delle opportunità per tutti, nel quale, almeno così si sostiene, “nessuno sarà lasciato solo”. Un mondo che tutti ci auguriamo che si realizzi, ma non ad ogni costo. In questo passaggio epocale che l’umanità sta vivendo, il cristiano guarda lo scenario globale che si va definendo e, non volendovi aderire supinamente, cioè senza porre interrogativi seri sul presente e sul futuro, si trova come un frangiflutto verso il quale si infrange l’ondata d’ottimismo a prescindere, ritagliando così al Vangelo quello spazio profetico caratteristico del credente che viene consegnato a coloro che determinano il nuovo assetto globale. Come scriveva Cesare Pavese: “L’unica gioia al mondo è incominciare. È bello vivere perché vivere è cominciare, sempre, ad ogni istante”. Noi cristiani sappiamo che l’unico vero modo per incominciare è aprire spazi di contemplazione del Mistero. Partiamo dunque dalla contemplazione del Signore per interrogarci sulla situazione attuale, con speranza, senza trascurarne i problemi. Non ci seduce, infatti, la prospettiva ingenua che di fronte alle grandi sfide di questa stagione epocale possa esserci quasi una formula magica. Lo scriveva Giovanni Paolo II: “No, non una formula ci salverà, ma una Persona, e la certezza che essa ci infonde: Io sono con voi!” (MMI). Da qui, ciò che ci aspetta non sarà in prima battuta “mettere a posto le cose”, quanto comprenderle e agire non tanto con la preoccupazione di dare attuazione puntuale a programmi definiti, quanto piuttosto proseguire il cammino da compiere insieme come una crescita verso la maturità umana e cristiana.

don Francesco Poli

Settembre 2021

Settembre 2021

03 VenerdìAdorazione eucaristica (ore 17.00)
05 DOMENICAXXIII del TEMPO ORDINARIO
 Giornata per la custodia del creato.
 S. Messe: 7.30-10.00-11.00-18.30
09 GiovedìAdorazione eucaristica (ore 17.00)
12 DOMENICAXXIV del TEMPO ORDINARIO
 S. Messe: 7.30-10.00-11.00-18.30
16 GiovedìAdorazione eucaristica (ore 17.00)
17 VenerdìInizio festa Beata Vergine del Rastello
 S. Rosario alla Madonna del Rastello (Chiesa di S. Pietro ore 16.00)
 Esce il Notiziario Parrocchiale
19 DOMENICAXXV del TEMPO ORDINARIO
 S. Messe: 7.30-10.00-11.00-18.30
19 DOMENICAXXV del TEMPO ORDINARIO
 S. Messe orario Festivo: 7.30-10.00-11.00-18.30
 In settimana inizia l’attività di catechesi con i ragazzi
20 LunedìFESTA MADONNA DEL RASTELLO
 Ore 19.45 Rosario e S. Messa in chiesa parrocchiale
21 MartedìPellegrinaggio parrocchiale con i volontari
23 GiovedìAdorazione eucaristica (ore 17.00 Chiesa parrocchiale)
25 SabatoAdorazione eucaristica (chiesa parr. 17.00 – 20.30 ) e Confessioni (chiesa parr. 17.00 – 18.30)
26 DOMENICAXXVI del TEMPO ORDINARIO
 S. Messe orario Festivo: 7.30 – 10.00 – 11.00 – 18.30
 SETTIMANA DELLA COMUNITÀ INIZIO ANNO PASTORALE
Giugno 2021

CAMMINO SINODALE PER LA CHIESA

A sessant’anni dal Concilio Vaticano II, la sfida che attende la Chiesa rimane quella di “…mettere in campo percorsi sinodali capaci di dare voce ai vissuti e alle peculiarità delle nostre comunità ecclesiali, contribuendo a far maturare, pur nella multiformità degli scenari, volti di Chiesa nei quali sono rintracciabili i tratti di un Noi ricco di storia e di storie, di esperienze e di competenze, di vissuti plurali dei credenti, di carismi e ministeri, di ricchezze e di povertà”. Con queste affermazioni il Presidente della Conferenza Episcopale italiana nella prolusione all’ultima Assemblea dei vescovi, raccoglie e rilancia l’obiettivo della sinodalità nella Chiesa, come richiestoci da papa Francesco. 

Un cammino sinodale per la Chiesa che è in Italia, che non ha lo scopo di generare, come taluni credono, processi democratici del tipo: “una testa un voto”, quanto piuttosto di affermare il primato della qualità delle relazioni personali di reciproca autenticità nella testimonianza e trasmissione della fede. Un fatto questo che non ha un fondamento solo sociologico, quanto il fondamento Trinitario della rivelazione cristiana, come indicato dal documento conciliare Dei Verbum. Sinodalità dunque quale esercizio della Chiesa-comunione che è tale proprio perché è capace di tenere insieme la dimensione della relazione e dell’ascolto reciproco con il compito della tradizio cristiana: testimonianza-trasmissione della fede. Ciò sarà a condizione che sia eluso il rischio di ridurre quest’ultima ad aspetto marginale, tanto più che la nostra società proprio a questo orienta: la logica dei “diritti rivendicati a maggioranza” applicati alla vita ecclesiale rischierebbe di oscurare la dinamica per sé personalizzante della fede. Quello che immaginiamo sarà una sinodalità capace di promuovere migliori relazioni personali e comunitarie come anche un’autentica trasmissione della fede. 

La crisi antropologica nella nostra società secolarizzata investe la trasmissione nella relazione tra le persone a cominciare da quella basilare tra uomo e donna; la crisi della trasmissione della fede è ovviamente connessa a questa crisi antropologica. Il processo di trasmissione che oggi sembra più declinarsi in termini di transizione della società nei suoi molteplici aspetti, transizione che ha la cifra di una emancipazione dalla società cosiddetta “tradizionale” dove la trasmissione del senso della vita e della fede avveniva di “generazione in generazione”. Ciò implica l’espulsione progressiva del fatto religioso come contesto adeguato in cui avviene la trasmissione dei valori e dei significati, in quanto ancorato a un mondo religioso che non avrebbe alcun diritto di cittadinanza nella società laica di transizione. Appare ancor più difficile cogliere il nesso tra trasmissione come fatto antropologico e sociale e quello della fede come fatto religioso. Questa criticità che oggi viene spesso sottaciuta, nella prospettiva sinodale dovrebbe assumere il punto di partenza per un autentico cammino ecclesiale, offrendo anche un orizzonte alla crisi culturale della nostra società, appoggiandosi sulla capacità di mostrare come le relazioni e le dinamiche sociali vissute nella comunità cristiana nella loro qualità più autentica, attingano alla comunione con il Dio Trinità. 

La Chiesa di comunione, recepita come la prospettiva più significativa del Vaticano II, mostra il vero volto profetico del Concilio proprio in questa transizione epocale. La sinodalità come “Chiesa in comunione” esige la riscoperta e la ripresa della visione profetica del Vangelo, come pure la dimensione storico-sociale ad essa connessa. Così la Chiesa viva la sua vera missione: testimoniare nella storia l’Evento di grazia di cui è fatta Dono. Recuperare la prospettiva sinodale in un’ottica di comunione significherà allora per la Chiesa italiana non tanto darsi una “sistematina democratica”, quanto cogliere l’opportunità di rinnovare evangelicamente, dal di dentro, le relazioni personali e strutturali della Chiesa, a tutti i livelli. Confidando nella forza dello Spirito.

don Francesco Poli

Giugno 2021

Agosto 2021

01 DOMENICAXVIII del TEMPO ORDINARIO
 S. Messe: 7.30-10.00-11.00-18.30
02 LunedìPERDONO D’ASSISI
06 VenerdìTrasfigurazione del Signore
 Adorazione eucaristica (ore 07.00)
07 SabatoFesta liturgica di S. SISTO II – Patrono delle parrocchia
08 DOMENICAXIX del TEMPO ORDINARIO
 S. Messe: 7.30-10.00-11.00-18.30
13 VenerdìAdorazione eucaristica (ore 07.00)
15 DOMENICAASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA
 S. Messe: 7.30-10.00-11.00-18.30
20 VenerdìAdorazione eucaristica (ore 07.00)
22 DOMENICAXXI del TEMPO ORDINARIO
 S. Messe: 7.30-10.00-11.00-18.30
26 GiovedìFesta di S. Alessandro patrono della Diocesi
27 VenerdìAdorazione eucaristica (ore 07.00)
29 DOMENICAXXII del TEMPO ORDINARIO
 S. Messe: 7.30-10.00-11.00-18.30
Giugno 2021

Luglio 2021

02 VenerdìAdorazione eucaristica (ore 07.00)
04 DOMENICAXIV del TEMPO ORDINARIO
 S. Messe: 7.30-10.00-11.00-18.30
07 Mercoledì09.00 S. Messa nel cimitero
09 VenerdìAdorazione eucaristica (ore 07.00)
11 DOMENICAXV del TEMPO ORDINARIO
 S. Messe: 7.30-10.00-11.00-18.30
16 VenerdìAdorazione eucaristica (ore 07.00)
 Conclusione CRE in oratorio
18 DOMENICAXVI del TEMPO ORDINARIO
 S. Messe: 7.30-10.00-11.00-18.30
23 GiovedìAdorazione eucaristica (ore 07.00)
25 DOMENICAXVII del TEMPO ORDINARIO
 S. Messe: 7.30-10.00-11.00-18.30
29 GiovedìAdorazione eucaristica (ore 07.00)