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Ottobre 2019

Quando una certa scienza è contro il futuro, la vita finisce.

La Speranza cristiana sembra quasi, in questo nostro tempo, che si sia diradata, se non addirittura dissipata. Le stesse Utopie, così come erano interpretate nel secolo scorso, hanno esaurito la loro funzione. Una storia, quella vissuta dalla nostra generazione, che non può non condurre alla estromissione della fede dagli eventi della vita accelerandone la corsa al decadimento a tal punto che la storia è vittima dell’entropia dell’utile. Pertanto l’esito è che la Speranza cristiana in quanto attesa dell’avvento nella storia di quella che è la Presenza, appare sconfitta: la vita stessa è perdente! 

Si ritiene inverosimile l’irruzione nella storia di un Inatteso, di una Presenza portatrice di novità: l’assolutamente nuovo non ha spazio. Il cambiamento e la novità, appaiono piuttosto fondati su un potere già presente e radicato nei secoli: il potere della scienza e della tecnica le quali  non hanno come obiettivo la comprensione della natura e dell’uomo, quanto piuttosto il loro dominio. La prevalenza di questo aspetto di egemonia ha reso possibile il sorgere e il consolidarsi di una malizia che permette di oscurare la Speranza e l’attesa di una Presenza trascendente. La riduzione della natura ad “oggetto di esperimento” e il suo allontanamento dall’uomo, dalla sua soggettività ne è la tragica conseguenza. La natura non è più concepita, contemplata, colta per l’uomo e con l’uomo stesso, ma è stata sottomessa ad una soggettività trascendente tecnocratica. Scienza e tecnica agiscono come un sistema virtuale del sapere che, in quanto tale, è sapere indipendente, autoreferenziale, mai riferito ad alcuna responsabilità umana. Dentro questo sistema consolidato, senza la responsabilità umana, la scienza è diventata l’autorità di riferimento, insindacabile. L’unica novità che l’affermarsi incondizionato della scienza e della tecnica dice di apportare, è la definitiva estromissione della Trascendenza dall’orizzonte della storia, per occuparne il posto non del tutto a nostro vantaggio. 

Nei secoli, la deriva utilitaristica di scienza e tecnica ha portato la nostra epoca a fare i conti con la scarsità delle risorse materiali in rapporto alla smisurata bramosia di progresso: la pretesa di vivere senza vincoli, restrizioni, insomma, senza alcun limite. Abuso, al limite della violenza, sfruttamento  incontrollato della natura, considerata completamente un possesso dell’uomo moderno, hanno portato alla drammatica crisi ambientale attuale. E non solo a questo. È ormai evidente che quella stessa violenza e sfruttamento si stia perpretando, col  tacito consenso generale, sull’uomo stesso. Jurgen Habermas in un suo scritto sul futuro della natura umana sostiene che oggi il futuro della vita umana è una meta legittima della manipolazione genetica, perché questa può contare sul cambiamento radicale del senso della vita avvenuta con i nuovi traguardi della scienza-tecnica. Da qui l’interrogativo imprescindibile: la scienza–tecnica deve fermarsi all’eliminazione, a livello genetico, di malattie evidenti o contrastare anche l’invecchiamento umano, conseguente al decadimento dovuto all’età, con interventi che  sono determinati, originano dal presupposto che la vecchiaia non è da ritenersi una stagione della vita, ma piuttosto una malattia? 

 Il problema è etico, sociale, politico, e ben ci rappresenta: la concezione che la natura umana sia una malattia da curare non a caso è sempre più pervasiva. Da quando la scienza-tecnica è ascesa al trono, l’uomo è percepito come materia e coscienza. Nella semplificazione della realtà si verifica che la materia e la coscienza si trovino su due distinte ed opposte posizioni. Ciò che si può analizzare con la scienza è la materia che, come una macchina, può essere controllata; la coscienza ci appare invece sempre più distante se non del tutto irrilevante. Scompare così ciò che è costitutivo della realtà umana: la vita, che include materia e coscienza, è l’elemento costitutivo di entrambe. L’estromissione della trascendenza dalla scena della storia ci danneggia e corrompe. Ma in quanto cristiani, incantati dall’amore per la vita e per la natura, non si può perdere la Speranza. Si persiste, con fermezza e continuità, nel credere che l’incarnazione del Figlio non è, né può essere la discesa di uno Spirito in una macchina in quanto è l’assunzione della vita da parte della Persona divina, il Figlio. È la fede cristiana che riconosce come ogni creatura porti in sé l’immagine del Creatore. Nessun modello finito può, né potrà, rivendicare il diritto di essere un esempio insindacabile per il futuro. Il Futuro, piuttosto, si attende e si invoca.

don Francesco Poli

Ottobre 2019

Novembre 2019

01 VENERDÌ TUTTI I SANTI
  S. Messe orario Festivo:
  7.30 – 10.00 – 11.30 – 18.30
  ore 15.00 VESPRO E PROCESSIONE AL CIMITERO
02 Sabato COMMEMORAZIONE DEI DEFUNTI
  S. Messe: 8.00 ; ore 15.00 nel cimitero; ore 20.00 chiesa parr. Festiva
03 DOMENICA DOMENICA XXXI del TEMPO ORDINARIO
  S. Messe orario Festivo:
  7.30 – 10.00 – 11.30 – 18.30
  Commemorazione IV Novembre
04 Lunedì SCUOLA DI COMUNITÀ – catechesi adulti (in chiesa parrocchiale: ore 8.35 e ore 17.30)
  Consiglio pastorale parrocchiale (ore 20.45 – Casa della Comunità)
05 Martedì Conferenza S. Vincenzo (ore 14.45 Casa della comunità)
07 Giovedì Gruppo Biblico (ore 9.15)
  Adorazione eucaristica (ore 17.00 Chiesa parrocchiale)
08 Venerdì Catechesi in gruppi (ore 16.30 Oratorio)
10 DOMENICA DOMENICA XXXII del TEMPO ORDINARIO
  S. Messe orario Festivo:
  7.30 – 10.00 – 11.30 – 18.30
11 Lunedì SCUOLA DI COMUNITÀ – catechesi adulti (in chiesa parrocchiale: ore 8.35 e ore 17.30)
  Consiglio pastorale parrocchiale (ore 20.45 – Casa della Comunità)
12 Martedì Conferenza S. Vincenzo (ore 14.45 Casa della comunità)
14 Giovedì Gruppo Biblico (ore 9.15)
  Adorazione eucaristica (ore 17.00 Chiesa parr.)
15 Venerdì Oggi esce il notiziario parrocchiale di Novembre
17 DOMENICA DOMENICA XXXIII del TEMPO ORDINARIO
  S. Messe orario Festivo:
  7.30 – 10.00 – 11.30 – 18.30

(NB. Questo calendario pastorale può subire modifiche. Riferirsi nel dettaglio al Foglio settimanale degli avvisi).

Ottobre 2019

Ottobre 2019

06 DOMENICA XXVII del TEMPO ORDINARIO
  Festa Madonna del Rosario
  S. Messe orario Festivo:
  7.30 – 10.00 – 11.30 – 17.30 MESSA SOLENNE:
  Al termine processione per le vie Carso, Azzanella, Einstein, Fermi, P.za E. Filiberto
09 Mercoledì Conferenza S. Vincenzo (ore 14.30 Casa della comunità)
  Catechesi in gruppi (ore 16.30 Oratorio)
10 Giovedì Gruppo Biblico (ore 9.15 Oratorio)
  Adorazione eucaristica (ore 17.00 Chiesa parr.)
11 Venerdì Catechesi in gruppi (ore 16.30 Oratorio)
13 DOMENICA DOMENICA XXVIII del TEMPO ORDINARIO
  S. Messe orario Festivo:
  7.30 – 10.00 – 11.30 – 17.30
16 Mercoledì Conferenza S. Vincenzo (ore 14.30 Casa della comunità)
  Catechesi in gruppi (ore 16.30 Oratorio)
17 Giovedì Adorazione eucaristica (ore 17.00 Chiesa parrocchiale)
18 Venerdì Oggi esce il notiziario parrocchiale di Settembre
20 DOMENICA DOMENICA XXIX del TEMPO ORDINARIO
  SETTIMANA MISSIONARIA
  S. Messe orario Festivo:
  7.30 – 10.00 – 11.30 – 18.30
  CASTAGNATA (Pomeriggio in Oratorio)
  È FESTA (Genitori e ragazzi III anno IC in oratorio ore 14.45)
  INCONTRO FIDANZATI – SPOSI 2020 (Chiesa parr. s. Messa ore 18.30, poi in Sala parrocchiale)
22 Martedì Conferenza S. Vincenzo (ore 14.45 Casa della comunità)
24 Giovedì Gruppo Biblico (ore 9.15)
  Adorazione eucaristica (ore 17.00 Chiesa parr.)
27 DOMENICA XXX del TEMPO ORDINARIO
  S. Messe orario Festivo:
  7.30 – 10.00 – 11.30 – 18.30
29 Martedì Conferenza S. Vincenzo (ore 14.45 Casa della comunità)
31 Giovedì CONFESSIONE ADULTI (Chiesa parr. ore 16.00 – 19.00)
  ADORAZIONE EUCARISTICA ore 19.00 S. Messa festiva (ore 20.00)
Settembre 2019

ANNUNCIA.

Io sono con voi!

“Andate! Ecco invio voi come agnelli in mezzo a lupi….
Ora in qualunque casa entriate prima dite: Pace a questa casa!”
 (Lc. 10,3. 5)

Chi vive la missione, come viene richiesto dal Vangelo anche oggi, è chiamato ad adoperarsi per dare corpo all’invito di Gesù: Andate! (Lc. 10, 3). La richiesta è una sollecitazione, rivolta continuamente a tutta la Chiesa fin dal primo fondamento biblico (Genesi, 12.1-3) dove Abramo è benedetto da Dio e attraverso di lui tutti i popoli della terra. Essa è quindi, per sua nota distintiva, missionaria ed è in modo permanente sollecitata a continuare l’opera di Gesù che, unitamente a quella degli Apostoli, del popolo d’Israele e dei Discepoli, è costitutiva ed è Missione. Peculiare, proficua nonché unica è l’azione missionaria che si realizza nel tempo allorché i molti con la loro testimonianza sono chiamati ad annunciare l’Unico Signore.

Siffatta è la nascita della missione: attinge alla fonte dall’amore del Padre per tutti i suoi Figli e termina nello sgorgare dell’amore dei figli per il Padre e tra di loro. Il suo essere fa sì che essa si allarghi in un orizzonte sempre più ampio: è l’abbraccio del padre che si estende, dilatandosi, fino ai confini della terra per stringere a sé tutti i suoi figli, nessuno escluso.  È necessario infatti che “il Vangelo sia annunciato a tutte le genti” (Mc, 13,10) perché fine della missione è, oltre che la vittoria del Bene sul Male, soprattutto il fatto che il nome dei credenti, nel nome di Gesù, è “scritto nei cieli”. 

Tutto ciò è simboleggiato nel testo evangelico di Luca con un’immagine d’impatto che dà il colore a tutta l’azione missionaria: “Andate! Ecco invio voi come agnelli in mezzo a lupi….”(Lc. 10, 3). Nella ardimentosa testimonianza missionaria non siamo soli; siamo accompagnati dal Pastore, la Guida, che Gesù, per primo ha inteso essere: l’ Agnello donato. ImitarLo, in uno stile di povertà, è l’espressione di una sobrietà fondamentale per essere missionari del Regno. Annunciare infatti si traduce, per noi, in : “dite”, “dimorate”, “mangiate”, “prendete cura”. È così che si concretizza la missione del discepolo: la stessa missione di Gesù, inviato dal Padre.

L’annuncio missionario, soprattutto oggi deve risuonare non solo e non tanto in terre lontane, ma proprio qui, sulla porta di casa: “Pace a questa casa”. La Parola è rivolta da Dio all’uomo, ad ogni uomo, innanzitutto là dove vive, dove ha la sua casa, la “tana” dove abita e soddisfa i suoi bisogni di cibo e amore. Essa, la casa, è quindi lo spazio segreto in cui Dio ci raggiunge, bussa per entrare, portando, se accolto, i suoi doni. Il discepolo pastore/missionario, sta alla porta e bussa; e, se accolto, entra con la Parola che porta: la stessa Parola che ancor prima ha bussato alla porta di casa sua ed alla quale, egli, con fede, ha detto “sì”. Così, nel ricevere ed accettare l’annuncio del Regno con la Parola – Dio, ospito anche colui che la reca. E accogliendo entrambi accolgo il mondo.

L’annuncio missionario, oggi così urgente per il rinnovamento della Chiesa come della società, è l’aderire con fede alla Parola: Credere! La “mia” vita non è più frammentata e impaurita, si fa “casa” dove trovano accoglienza la Parola e il fratello che l’annuncia. E’ un “dimorare insieme”, alimentato da un cibo e rallegrato da una bevanda, l’Eucaristia, che è già anticipo del Regno. È così che davvero cresce la comunità cristiana e la fraternità che vive di Gesù.

don Francesco Poli

Settembre 2019

Settembre 2019

01 DOMENICA XXII DEL TEMPO ORDINARIO
  Giornata per la custodia del creato.
  S. Messe orario Festivo:
  7.30 – 10.00 11.30 – 18.30
06 Venerdì Adorazione eucaristica (ore 7.00 Chiesa parrocchiale)
  Inizio Festa dell’oratorio S. Giovanni Bosco
08 DOMENICA XXIII DEL TEMPO ORDINARIO
  S. Messe orario Festivo:
  7.30 – 10.00 – 11.30 – 17.30
12 Giovedì Inizio festa Beata vergine del Rastello
  (Chiesa di S. Pietro ore 16.00)
  Adorazione eucaristica (ore 7.00 Chiesa parrocchiale)
15 DOMENICA  XXIV DEL TEMPO ORDINARIO
  Conclusione Festa dell’oratorio Cà don Bosco
  S. Messe orario Festivo:
  7.30 – 10.00 – 11.30 – 17.30
16 Lunedì Festa Beata Vergine del Rastello.
  In CHIESA PARROCCHIALE:
  ore 19.30 Rosario; S. Messa solenne e poi processione in via Mentana e alla chiesa di S. Pietro ai campi)
19 Giovedì Adorazione eucaristica (ore 7.00 Chiesa parrocchiale)
20 Venerdì Oggi esce il notiziario parrocchiale di Settembre
22 DOMENICA XXV del TEMPO ORDINARIO
  S. Messe orario Festivo:
  7.30 – 10.00 – 11.30 – 17.30
25 Mercoledì Assemblea dei catechisti (Casa della Comunità ore 17.00)
26 Giovedì Adorazione eucaristica (ore 17.00 Chiesa parr.)
27 Venerdì Pellegrinaggio con i Volontari
28 Sabato Sacramento del perdono (Confessioni) per gli adulti (chiesa parr. ore 9.00 – 11.00 ; 16.00 – 19.00)
29 DOMENICA XXVI del TEMPO ORDINARIO
  S. Messe orario Festivo:
  7.30 – 10.00 – 11.30 – 17.30
  SETTIMANA DELLA COMUNITÀ INIZIO ANNO PASTORALE (Programma a parte)
Giugno 2019

BENE, MA NON BENISSIMO

Viviamo in un’epoca attraversata da quelle che potremmo chiamare “passioni tristi”. Viviamo cioè dominati da un senso di impotenza nei confronti degli accadimenti e di quella che sembra essere una crescente disgregazione sociale. La promessa dello scorso secolo, animata dal sogno di un progresso infinito come effetto dello sviluppo scientifico e tecnico, non si è realizzata: lo sviluppo della scienza e della tecnica non ci ha portato in un mondo di certezze, tali da consentirci di dominare la forza della natura e il futuro. Al contrario il passaggio al nuovo millennio ne ha ampliato le fragilità, decretandone, in taluni casi, il fallimento e gettando gli uomini nell’incertezza che si connota come una “tristezza”. Il filosofo Husserl lo scriveva già nel 1930: “Nei momenti di disperazione della nostra vita – come si ode ovunque – questa scienza non ha nulla da dirci. Le questioni che la scienza esclude per principio sono proprio le questioni scottanti della nostra infelice epoca per un’umanità abbandonata agli sconvolgimenti del destino. Sono le questioni che riguardano il senso o l’assenza di senso dell’esistenza umana in generale”. In effetti, anche se le tecnologie non cessano di progredire, il futuro resta più che mai imprevedibile, incerto e ciò mette l’umanità in una condizione di angoscia. 

La società contemporanea mostra di essere attraversata da una profonda crisi, crisi dei capisaldi stessi della nostra cultura Oggi, come pare evidente, l’uomo economico supplisce alla mancanza di significato, valore, con l’economia, che diventa pertanto il criterio della vita e per la vita. Così, nell’economicismo il mondo diventa merce che produce a sua volta un modello d’uomo e di vita inseparabili dagli stessi oggetti economici. Di fronte a tutto ciò si apre alla ragione, prima ancora che alla fede, la vera sfida: quella dell’urgente necessità di liberarsi del primato dell’aspetto economico che costringe ad essere “utenti – consumatori” per costruire, invece, relazioni tra persone, legami.  

Anche le recenti manifestazioni giovanili e studentesche, finalizzate ad una maggiore attenzione al rispetto della Terra, rivelano il fallimento dello scopo nella concezione di “modernità”: rendere l’uomo capace di cambiare a suo piacimento ciò con cui si relaziona. Così la nostra epoca, quasi attonita di fronte alla perdita di ogni presunta onnipotenza, si scopre radicalmente insicura. Ed è proprio il tema della sicurezza che oggi ha una “forza dominante”, continuamente evocata, quasi come un’ossessione. Ma la storia ci insegna che quando una società in crisi si riferisce in modo massiccio e irrazionale ad un tema, sempre lo stesso, non argomentando d’altro se non della necessità di proteggersi o di sopravvivere, non è remota la possibilità che tale società ritenga che ”in nome della salvaguardia dei propri superiori ideali” tutto sia permesso. Piuttosto, di fronte alla crisi epocale della nostra società è opportuno richiamare alla mente l’ultimo discorso di Martin Luther King, tenuto qualche giorno prima di essere assassinato: Dobbiamo rimanere vigili davanti alla grande rivoluzione. Dobbiamo prendere atto che al giorno d’oggi sta avendo luogo una grande rivoluzione. In un cero senso è una tripla rivoluzione: c’è una rivoluzione tecnologica, con l’impatto dell’automazione e della cibernetica; c’è una rivoluzione negli armamenti, con il sorgere di armi automatiche e nucleari; e poi c’è una rivoluzione dei diritti umani, con l’esplosione di libertà, che sta avendo luogo in tutto il mondo. Sì, viviamo in un’epoca di cambiamenti.

La forza dirompente del fattore economico nonché dell’innovazione, quali appaiono nella nostra società occidentale, sono di per sé portatori di soluzioni che possono migliorare la nostra esistenza: il progresso è sì un fenomeno inarrestabile, ma è erroneo pensare che sia ineluttabile nel suo tracciato e non governabile. Infatti, solo pensando, studiando, discutendo e decidendo concordemente e solidalmente come gestire i cambiamenti della società d’oggi e la spinta derivante dall’innovazione tecnologica, si troverà la via per non essere travolti e per un mutamento radicale della vita di tutti noi. È indispensabile conoscere cosa accade per saperlo governare. 

In definitiva, per un futuro sostenibile occorrerà concentrarsi sull’essere umano, riflettere su lui e per lui, non soltanto come slogan, ma in quanto punto di partenza sostanziale e imprescindibile per governare il cambiamento in atto. Come? Un esempio potrebbe essere garantire la diffusione delle competenze necessarie ai lavori del futuro. Valorizzare la centralità della persona significa anche investire in infrastrutture che rispondano ai bisogni della comunità, soddisfacendoli. Significa garantire il necessario per una vita dignitosa attraverso un reddito minimo universale, che crei una rete di sicurezza sociale senza disincentivare l’accesso al lavoro. Non ultimo, infine, porre all’attenzione una revisione del sistema fiscale con il passaggio ad una tassazione minore del lavoro e maggiore del capitale (a partire dai big del web). I benefici derivanti dalla tecnologia dovrebbero essere usufruibili da fasce più ampie della popolazione, più di quanto finora avvenuto. È auspicabile dunque la ricerca di una nuova “forma sociale delle tecnologie”, una forma che impone sia una forte componente educativa, sia anche la definizione di un nuovo modello economico e sociale più inclusivo e universale.

don Francesco Poli

Giugno 2019

Agosto 2019

02 Venerdì (1° del mese) Santo Perdono d’Assisi
  Adorazione eucaristica
  (ore 7.00 Chiesa parrocchiale)
04 DOMENICA XVIII DEL TEMPO ORDINARIO
  S. Messe orario Festivo:
  7.30 – 10.00 – 11.30 – 17.30
06 Martedì FESTA DELLA TRASFIGUARAZIONE
07 Mercoledì Festa liturgica di S. Sisto II Patrono delle parrocchia
09 Venerdì Adorazione eucaristica (ore 7.00  Chiesa parrocchiale)
11 DOMENICA  XIX DEL TEMPO ORDINARIO
  S. Messe orario Festivo:
  7.30 – 10.00 – 11.30 – 17.30
15 GIOVEDÌ     ASSUNZIONE DI MARIA AL CIELO
  S. Messe orario Festivo:
  7.30 Chiesa di  S. Sisto in Agris)  
  10.00 – 11.30 – 18.30
16 Venerdì Adorazione eucaristica (ore 7.00  Chiesa parrocchiale)
18 DOMENICA  XX DEL TEMPO ORDINARIO
  S. Messe orario Festivo:
  7.30 – 10.00 – 11.30 – 17.30
23 Venerdì Adorazione eucaristica (ore 7.00  Chiesa parrocchiale)
25 DOMENICA  XXI DEL TEMPO ORDINARIO
  S. Messe orario Festivo:
  7.30 – 10.00 – 11.30 – 17.30
26 Lunedì Festa di S. Alessandro patrono della Diocesi
30 Venerdì Adorazione eucaristica (ore 7.00  Chiesa parrocchiale)
Giugno 2019

Luglio 2019

05 Venerdì (1° del mese) Adorazione eucaristica
(ore 7.00 Chiesa parrocchiale)
07 DOMENICA XIV DEL TEMPO ORDINARIO
S. Messe orario Festivo:
7.30 – 10.00 11.30 – 18.30
12 Venerdì Adorazione eucaristica
(ore 7.00 Chiesa parrocchiale)
Spettacolo di chiusura Centro Ricreativo Estivo (ore 20.45 Oratorio)
14 DOMENICA  XV DEL TEMPO ORDINARIO
S. Messe orario Festivo:
7.30 – 10.00 – 11.30 – 17.30
19 Venerdì Adorazione eucaristica (ore 7.00  Chiesa parrocchiale)
21 DOMENICA  XVI DEL TEMPO ORDINARIO
S. Messe orario Festivo:
7.30 – 10.00 – 11.30 – 17.30
26 Venerdì Adorazione eucaristica (ore 7.00  Chiesa parrocchiale)
28 DOMENICA  XVII DEL TEMPO ORDINARIO
S. Messe orario Festivo:
7.30 – 10.00 – 11.30 – 17.30
Maggio 2019

La collaborazione familiare si prepara all’impatto con l’intelligenza artificiale

Le nuove tecnologie, nella loro massiccia e pervasiva diffusione, si sono impadronite, quasi soggiogandole, anche delle nostre case. Ne hanno consapevolezza quanti quotidianamente lavorano in esse come collaboratori familiari, colf e assistenti a vario titolo- e sono in prevalenza donne – impegnati in molteplici lavori relativi sia a contesti domestici sia a rapporti con persone particolarmente fragili e vulnerabili quali minori e anziani.  È anche in questo ambito che l’apporto di questa innovativa cultura della tecnica sta modificando profondamente la nostra società, come già avvenne con l’utilizzo della macchina a vapore, tre secoli fa.  La rivoluzione attuale, quella che ci coinvolge più direttamente, che chiamiamo 4.0 – perché si congiunge alle tre precedenti – è emersa inizialmente attraverso “The game”, i videogiochi, e si rivela ora in tutta le sue potenzialità e multiforme utilità. In ogni caso la sua rapida ed incalzante diffusione non dovrà trovarci impreparati.  

Recentemente, durante la plenaria di febbraio a Strasburgo, gli Eurodeputati hanno espresso il loro voto relativamente alla politica industriale in materia di robotica e intelligenza artificiale. È stato tutt’altro che uno stop alle nuove tecnologie che, se regolamentate in maniera trasparente, potranno, nel loro utilizzo, vivamente integrare la dimensione etica del nostro esistere e presumibilmente saranno una potenziale risorsa per arricchire le nostre vite incrementando ulteriormente le capacità, migliorandole, di noi singole persone per il nostro comune bene. 

Il punto di esordio e la prospettiva di scenario è, complessivamente, positiva: l’intelligenza artificiale sembra poter essere in grado di trasformare la società, come già fece la macchina a vapore tre secoli fa: la società si sta dunque evolvendo verso una più decisa prosperità, una migliore e maggiore tutela delle condizioni di salute per tutti e innovative opportunità di lavoro: alcune professioni saranno modificate e se ne avvicenderanno di nuove. Le trasformazioni e i cambiamenti interesseranno anche il settore domestico e la cura delle persone. Inoltre un più rilevante impiego della robotica e dell’intelligenza artificiale, oltre a limitare il rischio di esposizione degli esseri umani a condizioni nocive e pericolose, creerebbe innovative, più ampie e tutelate opportunità di lavoro dignitoso e di qualità nonché un incremento della produttività. Non mancano le criticità: Il colosso della consulenza McKinsey ha precisato che una rapida adozione dei processi di automazione da parte delle aziende può potare, da qui al 2030, al licenziamento di 800 milioni di persone. Un continente di disoccupati! La prospettiva è che se alcuni riusciranno ad adattarsi, riorganizzandosi, e rientrare nel mondo del lavoro, altri no. Una partita, dunque, quella delle nuove tecnologie, tutta da giocare anche perché, come sostengono i ricercatori del FMI, la loro diffusione sarà determinante nell’incremento del PIL, ma anche nell’accrescere, dilatandole, le diseguaglianze sociali.

Si apre in questi anni per la società, per la Chiesa nonché per le molteplici realtà che operano nel mondo del lavoro, una sfida culturale e sociale decisiva, una sfida che siamo chiamati a raccogliere e declinare nella visione del bene comune, della solidarietà, della dignità della persona e del lavoro.  Una particolare attenzione dovrà essere posta sia a formare e riconvertire la forza lavoro di cui disponiamo al fine di rispondere alle prossime emergenti esigenze; sia a garantire la dignità della persona umana e il suo diritto ad un decoroso lavoro. 

don Francesco Poli

Maggio 2019

Giugno 2019

02 DOMENICA ASCENSIONE
Mandato agli ANIMATORI CRE
(ore 10.00)
ANNIVERSARI MATRIMONIO
(ore 11.30)
S. Messe orario Festivo:
7.30 – 10.00 – 11.30 – 18.30
07 Venerdì Adorazione eucaristica
(ore 17.00 Chiesa parr.)
09 DOMENICA DI PENTECOSTE
CA’MARE (Adolescenti a Pinarella di Cervia, fino al 15 giugno)
S. Messe orario Festivo:
7.30 – 10.00 11.30 – 18.30
14 Venerdì Adorazione eucaristica
 (ore 07.00 del mattino, Chiesa parr.)
16 DOMENICA  SANTISSIMA TRINITÀ
S. Messe orario Festivo:
7.30 – 10.00 – 11.30 – 18.30
17 Lunedì Inizio Centro Ricreativo Estivo
(Oratorio: da lunedì a venerdì fino al  12 luglio)
21 Venerdì Adorazione eucaristica (ore 17.00 Chiesa parr.)
Oggi esce il notiziario parrocchiale di Giugno
23 DOMENICA CORPO E SANGUE DEL SIGNORE
S. Messe orario Festivo:
7.30 – 10.00 – 11.30 – 17.30
24 Lunedì Inizio II Settimana Centro Ricreativo Estivo (Oratorio: da lunedì a venerdì fino al 12 luglio)
28 Venerdì Adorazione eucaristica
 (ore 07.00 Chiesa parrocchiale)
29 Sabato Festa S. Pietro e Paolo
30 DOMENICA XIII TEMPO ORDINARIO 
S. Messe orario Festivo:
7.30 – 10.00 11.30 – 18.30